In fiamme l'Audi A3 di un geometra, ma le cause restano sconosciute

L'incendio s'è sprigionato intorno alle 2 di notte in corso Mazzini, a Taurisano. Sul posto vigili del fuoco e agenti di polizia. Questa mattina la scientifica è tornata sul posto, ma non sono stati trovati elementi utili. L'auto in uso anche al figlio. Nessuno ha mai subito minacce

Le foto di notte, nella gallery sottostante, per gentile concessione di Alessio Troisio.

TAURISANO – Nessun segno particolare che lasci sospettare il dolo. Nemmeno questa mattina, alla luce del sole, la scientifica della polizia ha trovato elementi particolari. Resta però il danno consistente. Un’Audi A3, vecchio modello, di proprietà di un geometra 52enne del posto, è andata a fuoco nella notte ed è ormai da rottamare. E solo per fortuna le fiamme non si sono estese al punto tale da avvilupparsi anche su altri veicoli, come spesso accade.

Tutto è avvenuto intorno alle 2 del mattino a Taurisano, in corso Giuseppe Mazzini, quasi all’incrocio con via Eroi d’Italia, in zona centrale. L’auto era stata posteggiata appena un’ora prima. Il motore era quindi ancora caldo. Non si esclude che tutto possa quindi essere derivato da un problema al motore, perché è proprio dal vano che, all’improvviso, si sono sprigionate le fiamme. In pochi attimi tutta la parte anteriore è stata avvolta da lingue di fuoco. Il parabrezza e i finestrini anteriori sono esplosi sotto il calore.

Diverse le chiamate ai numeri d’emergenza. In tanti si sono riversati lungo la via, quando hanno sentito lo scoppio dei vetri ed hanno visto salire nell'aria scura, illuminata dai lampioni, una spessa nube di fumo grigiastra. Sul posto sono arrivati sia un mezzo dei vigili del fuoco dal distaccamento di Gallipoli, che ha provveduto a domare l’incendio, sia una volante di polizia del commissariato.

Già il primo sopralluogo non ha fornito indicazioni particolari in merito a un possibile atto doloso. Non c’erano bottiglie, taniche o, comunque, residui di liquido infiammabile nelle vicinanze dell'incendio. Questa mattina, come detto, un secondo giro di perlustrazione per scoprire se fosse sfuggito qualcosa nel buio, ma senza esiti particolari.

L’auto è in uso anche al figlio del geometra, che lavora con il padre nello stesso studio. Nessuno dei due professionisti ha mai subito minacce, né ha motivi per ritenere che qualcuno possa covare rancore nei loro confronti. Il veicolo era stato acquistato piuttosto di recente di seconda mano. Al momento, dunque, le cause del rogo restano sconosciute.    

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