Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Scarlino, il Riesame respinge la richiesta: l'amministratore resta ai domiciliari

Oggi, al termine dell'udienza, il Tribunale del riesame ha rigettao l'istanza di scarcerazione presentata dai legali dell'imprenditore di Taurisano, gli avvocati Gabriella Mastrolia e Andrea Sambati. Si attende nei prossimi giorni di conoscere le motivazioni

LECCE ­– Rimane agli arresti domiciliari Attilio Scarlino, patron dell’omonima azienda arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e morte come conseguenza di altro reato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Mario Orlando, l’operaio 53enne di Taurisano deceduto all’interno di un’impastatrice del salumificio “Scarlino”. 

Oggi, al termine dell'udienza, il Tribunale del riesame ha rigettao l'istanza di scarcerazione presentata dai legali dell'uomo, gli avvocati Gabriella Mastrolia e Andrea Sambati. L’imprenditore salentino si trova, su disposizione del gip Antonia Martalò, che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, ai domiciliari. Scarlino, in sede di interrogatorio di garanzia ha affermato di non aver mai ordinato di manomettere il delicato sistema di sicurezza la cui assenza, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stata la causa del decesso del povero Orlando.

I legali del patron dell’azienda di Taurisano avevano depositato istanza di riesame nei confronti della misura emessa nei confronti del loro assistito, evidenziando come non vi fosse, sulla base degli elementi raccolti e delle testimonianze dei lavoratori dell'azienda del basso Salento, la prova che a ordinare la rimozione del cancello di sicurezza fosse stato Attilio Scarlino, né che la morte dell'operaio fosse necessariamente collegata alla mancanza dello stesso.

Il Tribunale della libertà ha però respinto il ricorso dell’imprenditore, anche se bisognerà attendere il deposito delle motivazioni per avere un quadro più chiaro della vicenda.

Attilio Scarlino-2-2-2Già da alcuni giorni, accogliendo un’altra istanza presentata dagli avvocati Gabriella Mastrolia e Andrea Sambati, la Procura ha disposto la restituzione di tutti i macchinari sequestrati all’azienda lo scorso 31 agosto in seguito al tragico incidente che ha causato il decesso del povero Mario Orlando, fatta eccezione per l’impastatrice. La funzione del macchinario in cui ha perso la vita l’operaio 53enne, è stata sostituita da altre apparecchiature. In questo modo la produzione potrà riprendere, consentendo all’azienda di onorare le commesse già aggiudicate.

Il provvedimento emesso dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero (che coordina le indagini con la collega Paola Guglielmi) è conseguenza degli accertamenti effettuati dal suo consulente della Procura, l’ingegnere Cosimo Prontera, che – unitamente ai Dirigenti dello Spesal – ha constatato, attraverso una analitica verifica, che i macchinari sono a norma di legge e non presentano alcuna criticità in materia di sicurezza. 

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