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Cronaca Taurisano

Spari e stalking: manca la flagranza ma finisce comunque ai domiciliari

Non convalidato l'arresto del 41enne di Taurisano per i fatti del 12 maggio ai danni della ex, ma il gip emette comunque un'ordinanza di custodia per il rischio di reiterazione dei reati

TAURISANO – Mancano i requisiti di flagranza e quasi flagranza di reato, non essendo stato colto chiaramente nell’atto di sparare, né essendo stata trovata l’arma, nonostante le ricerche svolte nel pomeriggio del 12 maggio dagli agenti di polizia del commissariato di Taurisano, e per questo il giudice per le indagini preliminari Alessandra Sermarini non ha convalidato l’arresto del 41enne sospettato di un vero e proprio blitz ai danni della moglie (da cui è separato) e della famiglia in generale, avvenuto a Taurisano.

Allo stesso modo, anche per il reato di atti persecutori non vi è flagranza (quel pomeriggio, qualche ora prima che fossero esplosi i colpi, l’uomo sarebbe arrivato sotto casa della ex, minacciando di uccidere tutti). E tuttavia, tale la mole di indizi a suo carico, anche in ragione di precedenti denunce e del materiale raccolto in fase d’indagine, specie minacce via messaggi, che è stata comunque applicata una misura di custodia cautelare ai domiciliari a carico del 41enne. Per il giudice, infatti, il suo comportamento molestante, anche a causa dell’abuso di alcolici, è tale da rendere concreto il rischio di reiterazione dei reati.    

Insomma, al termine dell’udienza di convalida, l’uomo, che era difeso dall’avvocato Giorgio Caroli e che s’è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip, ha lasciato il carcere di Lecce, nel quale era stato rinchiuso nei primi istanti, ma non è comunque libero. Dovrà rimanere confinato in casa.

L’uomo, di Taurisano, era stato arrestato dai poliziotti dopo una chiamata arrivata intorno alle 17 del 12 maggio presso la sala operativa per segnalare l’esplosione di due colpi d'arma da fuoco, il primo contro un veicolo, il secondo in direzione di una finestra del primo piano di un'abitazione. Rischiando persino di ferire un'ingnara ragazzina affacciata a un balcone vicino.

I sospetti degli agenti erano ricaduti subito su di lui, visti i precedenti. Rintracciato poco dopo nei pressi di un circolo ricreativo, nonostante il mancato rinvenimento dell’arma utilizzata, anche attraverso la visione dei filmati di un circuito di videosorveglianza si era ritenuto che la responsabilità nella vicenda fosse da attribuire al 41enne. Fra l’altro, varie testimonianze erano state convergenti nell’indicare come l’auto dalla quale erano stati esplosi gli spari fosse proprio quella in uso al 41enne (sebbene, come detto, non sia stato possibile accertare in maniera chiara e definitiva che alla guida vi fosse proprio lui).

Ma non è tutto. Vi sono diverse altre circostanze che riguardano l’uomo. Nonostante la separazione avvenuta circa due anni addietro, questi avrebbe inviato più volte alla ex coniuge, ma anche alla sorella di quest’ultima, messaggi vocali su Whatsapp, dal contenuto minaccioso e offensivo. Tuttavia, per paura di possibili ripercussioni, la ex avrebbe sempre rinunciato a sporgere denuncia. Almeno fino ai primi di aprile, dopo un altro episodio sul quale si sta indagando, quello della notte del 29 marzo scorso, quando sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco contro l’auto del cognato della donna. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.     

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