Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Fatture false e ricavi mai dichiarati per 2 milioni di euro, denunciati in quattro

L'indagine dei finanzieri di Gallipoli è iniziata da una ditta di un 60enne di Taviano specializzata in attività di scavi, demolizioni e movimento terra, ed ha messo a nudo un giro più vasto che coinvolgerebbe altre tre imprese compiacenti. Sottratto all'accertamento anche prodotto petrolifero

La caserma della guardia di finanza di Gallipoli.

TAVIANO – Quattro titolari di ditte denunciati, un’evasione fiscale da circa 2 milioni di euro, un giro di fatture false. Sono i numeri, in sintesi, di un’indagine dei finanzieri della compagnia di Gallipoli, che, partendo da una normale verifica fiscale sulla ditta individuale di un 60enne di Taviano specializzata in attività di scavi, demolizioni e movimento terra, hanno scoperto un giro più vasto, tale da coinvolgere altre due piccole aziende tavianesi e una di Ugento.

Gli uomini guidati dal capitano Francesco Mazza hanno prima di tutto accertato che la ditta gestita dal 60enne, dal 2006 al 2012, avrebbe omesso di dichiarare ricavi per oltre 2 milioni di euro, evadendo Iva per circa 300 mila euro. 

Non solo. Nel periodo dal 2006 al 2009 – ed è questa la scoperta forse più interessante – il titolare avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per un imponibile pari sempre a 2 milioni di euro circa. E c’è di più. Nel biennio dal 2006 al 2008, la ditta avrebbe sottratto all’accertamento circa 160mila litri di prodotto petrolifero ed evaso un’accisa di circa 70mila euro.

Le “fiamme gialle” gallipoline, già all’avvio delle ispezioni, hanno individuato e acquisito notevole mole di documentazione, anche extracontabile, confrontandola con quanto emerso dalla consultazione dell’anagrafe tributaria e delle altre banche dati. Tramite questo lavoro s'è scoperto che la ditta individuale non avrebbe presentato le dichiarazioni fiscali obbligatorie, con riferimento agli anni d’imposta dal 2006 al 2012.

La quantificazione delle violazioni contestate è stata possibile grazie a una serie di controlli incrociati nei confronti dei clienti e dei fornitori. E, infatti, alla Procura di Lecce sono stati segnalati in quattro per i reati tributari di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali obbligatorie, occultamento delle scritture contabili, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, mendace autocertificazione e sottrazione all’accertamento di prodotto petrolifero.

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