Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Appalti e rifiuti, "tecnico diffamato": l'ex sindaco di Taviano a giudizio

Il processo che vede coinvolto Salvatore D’Argento si aprirà a settembre presso il tribunale monocratico di Casarano. Tutto nato per accuse rivolte pubblicamente all'ingegner Causo, anche davanti al prefetto, fra cui quella di aver falsificato documenti per agevolare le ditte

CASARANO – L’ex sindaco di Taviano, Salvatore D’Argento, è stato citato a giudizio dal gip del tribunale di Lecce, Carlo Cazzella per diffamazione aggravata e continuata. La parte offesa è Francesco Causo, di Racale, ingegnere, già componente in qualità di tecnico del Consorzio dei Comuni Sud Salento Ato Le3. Il processo si aprirà il 17 settembre davanti al tribunale monocratico di Casarano.

La vicenda, che si riferisce a fatti databili all’inizio del 2009, nasce da parole proferite durante comizi e assemblee pubbliche che D’Argento (nella foto in basso, Ndr) ha tenuto in passato in qualità di primo cittadino, riferendosi all’attività del Consorzio e, in particolare, allo svolgimento delle gare d’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

L’ex sindaco, in più occasioni, avrebbe affermato che i tecnici che avevano a suo tempo redatto gli atti d’indizione alle gare sarebbero da ritenersi responsabili dell’aumento della tassa sui rifiuti, tacciandoli come fautori di scelte “scellerate”. D’Argento avrebbe rincarato la dose, affermando anche che lo svolgimento di più gare d’appalto invece di un’unica, come da legge, avrebbe comportato più costi per i cittadini. Tutto questo, sempre stando alla denuncia di Causo, l’ex primo cittadino l’avrebbe motivato con l’obiettivo di favorire le aziende appaltatrici da parte dei tecnici.

D’Argento avrebbe inoltre accusato l’ingegnere di aver firmato il contratto d’appalto per il suo Comune “senza l’isola ecologica autorizzata e che ciò avrebbe avuto conseguenze amministrative e probabilmente penali”.

Ma c’è di più, perché anche al cospetto del prefetto l’allora prima cittadino avrebbe ribadito l’accusa di favoritismi verso le ditte appaltatrici, durante una riunione con i sindaci di altri Comuni, affermando che Causo avrebbe falsificato i Piani di organizzazione generale servizi igiene urbana proprio per agevolarle. Infine, vi sarebbe anche un volantino, a firma di D’Argento e della maggioranza dell’epoca in cui si sarebbe fatto riferimento ancora una volta all’aumento del canone dei rifiuti, a causa del capitolato redatto dall’Ato.    

PRESIDENTE - SALVATORE D'ARGENTO-3-2-2Causo ha anticipato che si presenterà parte civile per il risarcimento degli eventuali danni, ma anche per fornire ulteriori elementi “in merito a fatti che possano delineare reati più gravi di quelli già contestati”. Sull’intricata vicenda degli appalti, per il quale c’è un altro processo parallelamente in corso, l’ex consulente – a giudizio con altri - s’è sempre dichiarato innocente. Ed ha illustrato tutti i passaggi che a suo dire ne dimostrerebbero la correttezza dell’agire, in una lunga lettera inviata al giornale nei mesi scorsi, proprio a margine del suo rinvio a giudizio.

Il processo che si aprirà con imputato ora l’ex sindaco, difeso dall’avvocato Donato Sabetta, potrebbe quindi fare maggior chiarezza proprio sul nodo della questione. 

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