Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Malati immaginari da visitare: così faceva vacanze a sbafo

Denunciata una donna di 48 anni della provincia di Pescara. Aveva preso alloggio presso un b&b di Mancaversa. E raccontando una triste storia, è riuscita ad avere cortesie a costo zero. Un trucco usato anche altrove

Scorcio notturno di Gallipoli.

TAVIANO - “Sono da queste parti per assistere delle persone malate in ospedale”. Nobile causa, ma solo apparente. In realtà, una giustificazione bella e buona e a quanto pare sfruttata in più occasioni, in varie parti dello Stivale, con il solo scopo di occupare il tempo libero con vacanze a sbafo. Facendosi pure accompagnare dagli ospitali gestori di strutture ricettive, tutti ovviamente colpiti dalla triste storia.

P.A., una donna di 48 anni della provincia di Pescara, è ora indagata per insolvenza fraudolenta e appropriazione indebita. Tutto è nato all’inizio del mese, quando il gestore di un bed & breakfast di Mancaversa, marina di Taviano, ha ospitato la donna che ha anche aiutato in più occasioni, accompagnandola con la propria auto dalla struttura verso stazione ferroviaria, andando anche a riprenderla. Qui era solita prendere il treno per spostarsi. E ancora, colazione e cortesie varie a costo zero, anche in ragione di quel problema. Evidentemente inesistente e adottato per visitare i dintorni, compresa Gallipoli e altre località turistiche, spendendo il meno possibile.

Sta di fatto che, dopo una breve permanenza in zona, un bel giorno della donna si sono perse tutte le tracce. Inutile dire che il conto è rimasto in sospeso. Ma c’è di più: l’ospite abruzzese ha anche trattenuto con sé le chiavi della camera. Il proprietario del b&b, ormai insospettitosi, non ha esitato a presentare una denuncia al commissariato di polizia di Gallipoli. In breve ha ben compreso di essere rimasto vittima di un raggiro.

Gli agenti hanno svolto accertamenti e controlli incrociati. Tanto più che la donna aveva lasciato al gestore della struttura anche un numero di cellulare inesistente. Ma alla fine è stata comunque rintracciata e denunciata alla Procura. Dalle indagini non è sfuggito, oltretutto, un dettaglio: la donna non sarebbe nuova a certi trucchetti. Altri albergatori ed esercenti commerciali di diverse località italiane ne hanno fatto le spese. Insomma, i malati sono immaginari. Ma i soldi che deve, reali.

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