Cronaca

Tempo scaduto a Boncuri. Via le tende, con "tolleranza"

Al via stamattina le operazioni dei sgombero della tendopoli che ha accolto i braccianti extracomunitari impegnati nella raccolta delle angurie. Nessuno scontro, prevale la mediazione. E i disagi

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NARDO' - Tempo scaduto, e a Masseria Boncuri, nel lembo periferico neritino, è tempo di levare le tende. Nel vero senso della parola. Senza forzature o disordini. Prevale la mediazione e il buon senso. La tendopoli e la masseria si "svuoteranno" gradatamente per non creare esasperazioni ulteriori. Ma dentro e fuori il campo dell'accoglienza dei migranti restano le piaghe. Quelle della disperazione e del travaglio di un manipolo di braccianti extracomunitari da oggi in poi di nuovo allo sbando. Era fissata al 31 agosto la scadenza prorogata dal Comune di Nardò per il soggiorno dei lavoratori agricoli nella tendopoli e nella struttura di accoglienza di Boncuri. Tagli e costi che gravano sulle martoriate case comunali non consentono altra tolleranza.

E' tempo di smobilitare per oltre un centinaio di migranti ancora assiepati nella masseria e nelle tende del terreno prospiciente. La comunicazione era stata anche affissa all'interno della struttura di accoglienza. Già da diversi giorni, comunicano all'unisono l'assessore Renna e il dirigente Piero Formoso. Ma la disperazione dei raccoglitori di angurie e pomodori nei campi e nelle distese neretine è più forte di ogni comunicazione ufficiale. C'è chi tra i migranti ha accartocciato armi e bagagli, e sbaraccato. Senza problemi. Con rabbia e rassegnazione. C'è invece chi resiste. Ad oltranza.

Soprattutto perché non ci sono i soldi per andare via. Altrove. In altri campi da coltivare e in altri giacigli precari dove abbarbicarsi. Il coro degli irriducibili è unanime: "Il problema non è che non vogliamo andare via, e che molti di noi dopo giorni di lavoro non sono stati ancora pagati e quindi non abbiamo nemmeno i soldi per poter comprare il biglietto del treno o di un pullman. Ecco perché molti di noi vogliono rimanere ancora in questo campo in attesa di ricevere quanto ci aspetta. Non c'è cosa più brutta e umiliante di lavorare e non ricevere in cambio quel dignitoso guadagno che ci siamo faticato". Le istituzioni comunali e le forze dell'ordine comprendono. Mediano con i sindacalisti della Cigl (Antonella Cazzato presente in prima linea come sempre) e delle associazioni umanitarie e di volontariato che si sono sobbarcate la fatica dell'accoglienza di Masseria Boncuri.

Le associazioni Finis Terrae onlus e Brigata di Solidarietà attiva, che si sono impegnate in questi mesi ribadiscono il concetto "quella della Masseria Boncuri è stata un'esperienza unica nel suo genere che, dopo quattro anni d'intenso lavoro, è arrivata agli onori delle cronache grazie allo sciopero dei braccianti che ha determinato la prima esperienza di lotta di lavoratori stranieri in Italia. Ma un altro manipolo di extracomunitari continua a lavorare a causa dell'allungamento della stagione e avrebbero bisogno di un prolungamento dell'accoglienza. Ma le risorse del Comune scarseggiano a fronte di un dissesto economico strutturale, frutto dei tagli agli enti locali". E quindi si deve smobilitare. Perché il problema vero e non più tacitamente reale è quello della latitanza delle aziende che impiegano i lavoratori. E il caporalato ovviamente, da debellare. Il problema non è tanto ottenere una proroga di dieci giorni o di sei mesi dell'apertura di Masseria Boncuri. Resta quello di moralizzare le aziende al rispetto delle regole e alle assunzioni legali. E al pagamento delle giornate lavorative direttamente ai braccianti.


Il problema resta dunque, ma oggi con la sorveglianza di polizia, carabinieri e vigili urbani si è dato via il sgombero. Pacifico e non forzato. Via solo tre tende già liberate dai migranti e giù con la disinfestazione dell'area interessata. Domani si ricomincia. Con le stesse modalità e la supervisione del Commissariato di polizia di Nardò e del Comune rappresentato dall'assessore Renna. Il tutto fino alla smobilitazione completa e la chiusura di masseria Boncuri. L'amministrazione comunale retta dal sindaco Marcello Risi con una delibera di giunta ha disposto l'elargizione di un contributo procapite di 30 euro per le spese di viaggio degli extracomunitari ancora accampati nel simbolo dell'accoglienza neretina.

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