Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Nuovo blitz per il trasporto degli ulivi dal cantiere Tap. Alta tensione fino all'alba

Attivisti No Tap hanno cercato di impedire il passaggio dei mezzi già all'altezza di Vernole. Polizia, carabinieri e guardia di finanza mobilitati dalla tarda serata di ieri

Un mezzo con due alberi nei pressi di Masseria del Capitano.

MELENDUGNO - Intorno alle 7 del mattino era ancora in fase di completamento il trasferimento di 42 ulivi dall'area del cantiere del gasdotto Tap, a San Basilio al sito di stoccaggio presso Masseria del Capitano, alle porte di Melendugno. 

Le operazioni di trasporto sono state effettuate grazie ad un vasto dispiegamento di forze dell'ordine disposto già verso la mezzanotte non solo nei punti interessati ma anche lungo il percorso da Lecce alla marina di Melendugno dove gli attivisti del fronte No Tap avevano organizzato diversi presidi nel tentativo di scongiurare o rallentare il passaggio dei mezzi, scortati, della ditta incaricata.

All'altezza della rotatoria di Vernole in prima battuta e all'ingresso di Melendugno poi, si sono registrati momenti di tensione: i manifestanti sono stati spostati di peso mentre un paio di autocarri adibiti al trasporto sono stati danneggiati. Intanto la zona del cantiere era stata completamente interdetta con l'isolamento dei pochi attivisti che erano lì: solo alcuni legali sono riusciti a raggiungerla.

Più nutrita nel corso della notte la presenza di manifestanti, come già avvenuto in altre circostanze analoghe, all'ingresso di Masseria del Capitano, destinazione finale del trasporto. Presenti il sindaco di Melendugno Marco Potì, insieme al suo vice, Simone Dima e al primo cittadino di Martano, Fabio Tarantino. Potì ha ricordato come Tap avesse assunto anche formalmente l'impegno di fermare i lavori propedeutici a gasdotto durante la stagione estiva. L'azienda, dal canto suo, ha fatto presente che il trasporto degli ulivi lungo strade pubbliche non può essere considerato un'attività di cantiere e che la sospensione da giugno a settembre, volontariamente assunta, riguarda le operazioni sul litorale.

La questione degli ulivi espiantati e rimasti a San Basilio dopo la manifestazione del 1 aprile che aveva bloccato il trasferimento degli alberi sembrava fosse stata risolta temporaneamente con una sorta di tregua: il 22 di quello stesso mese, in una riunione in prefettura, venne stabilito che le piante sarebbero state sistemate nei vasi proprio nell'area di cantiere, mentre altre 168 erano state già portate a messe a dimora nel sito di stoccaggio. La soluzione si è rivelata evidentemente fragile perchè è stato ritenuto che gli alberi non sarebbero sopravvissuti all'estate. Alla luce di questa valutazione si sarebbe deciso di portarli a Masseria del Capitano dove è stato già montato un tendone per prevenire la diffusione della xylella fastidiosa.

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