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Tentarono di affogare un 17enne ambulante, la condanna diventa definitiva

Confermata in Cassazione la condanna a 8 anni per tentato omicidio aggravato dall'odio razziale nei confronti di due leccesi. I fatti nel 2015

LECCE – Diventa definitiva la condanna a Mirko Castelluzzo, 39enne, e Federico Ferri, 26enne, le due persone accusate dell’aggressione e del tentato omicidio di un ragazzo di 17 anni originario della Guinea, venditore ambulante con regolare permesso di soggiorno. I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna per tentato omicidio aggravato dall’odio razziale (in primo grado, in abbreviato, erano stati condannati a 12 anni), abbassando la pena da 9 a 8 anni. 

I fatti contestati risalgono a fine luglio del 2015. Tutto è iniziato nel primo pomeriggio di una calda domenica a ridosso di uno stabilimento balneare nei pressi di Torre Chianca (nel quale poi, durante la notte si è verificata un'esplosione) quando il 17enne si è accorto di essere stato derubato di un paio di occhiali da sole. La richiesta di restituzione di quanto sottratto illecitamente avrebbe però scatenato la reazione dei leccesi Castelluzzo e Ferri. Il 17enne sarebbe stato colpito con calci e pugni e trascinato in mare, dove Castelluzzo lo avrebbe afferrato per il collo, mentre Ferri per alcuni lunghissimi secondi lo avrebbe spinto sott’acqua.

Solo dopo alcuni minuti, forse temendo conseguenze irreversibili, qualcuno è intervenuto e il ragazzo è riuscito a divincolarsi. La vittima ha dovuto fare i conti con l’indifferenza di quasi tutti i bagnanti, che hanno deliberatamente ignorato le sue richieste di aiuto. Chi si è fatto avanti è stato perentoriamente invitato ad occuparsi dei fatti propri. Il 17enne, che nell'aggressione aveva perso il proprio telefono, è stato quindi colto da malore e qualcuno ha finalmente chiamato il 113.

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