Cronaca

Tentata concussione in ateneo, chiuse le indagini sull'ex direttore generale

La Procura della Repubblica di Lecce ha chiuso le indagini preliminari su Emilio Miccolis, ex direttore generale dell'università del Salento, accusato di tentata concussione nell'ambito di una delle inchieste sulla gestione dell'Ateneo salentino

Emilio Miccolis

LECCE – Chiuse le indagini preliminari su Emilio Miccolis ex direttore generale dell'università del Salento, accusato di tentata concussione nell’ambito di una delle inchieste sulla gestione dell’Ateneo salentino. Il provvedimento è stato notificato su disposizione del pubblico ministero Paola Guglielmi, titolare del procedimento.

A settembre scorso Miccolis è tornato in libertà, dopo 81 giorni di detenzione agli arresti domiciliari, dopo che i giudici del Tribunale del Riesame del capoluogo salentino hanno accolto l'istanza di scarcerazione presentata dai suoi legali, gli avvocati Viola Messa e Daniele Montinaro. Il 53enne di origini baresi è tornato a svolgere il ruolo di funzionario dell’università di Bari, senza alcun ruolo direttivo. Nei giorni scorsi il Riesame, chiamato nuovamente a pronunciarsi sulla scorta di una sentenza della Corte di Cassazione, ha stabilito che la misura cautelare emessa nei confronti dell’indagato non era congrua, e che la misura interdittiva doveva aveva la durata di due e non sei mesi.

A dare avvio all’inchiesta sono stati gli esposti presentati in Procura da due sindacalisti: Manfredi De Pascalis e Tiziano Margiotta, che hanno consegnato nelle mani dei magistrati documenti e registrazioni audio. La prima denuncia sporta da Tiziano Margiotta, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa, risale al mese di ottobre 2012. Ed i reati ipotizzati dal legale, che a sostegno della querela consegnò agli inquirenti tutto il materiale informatico raccolto, inizialmente comprendevano anche l’ingiuria e la minaccia.

Dalle carte dell’inchiesta sarebbe emersa una gestione dell’Ateneo salentino basata sulle promesse di denaro e trasferimenti. Promesse e offerte per “piegare” i personaggi scomodi all’interna dell’Università. In altri casi, per chi si fosse rifiutato di cedere, la strada da percorrere era quella delle minacce e dei provvedimenti. Ipotesi avvalorate dagli inquirenti, che hanno passato al setaccio le registrazioni e le carte dell’inchiesta, tra cui i dati contenuti sui cellulari e sui pc in uso all’ex direttore. Miccolis ha sempre negato ogni imputazione, respingendo le accuse che gli vengono mosse.

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