Tentata concussione e falso per incarichi, ammesso ascolto di un testimone

S’è svolta oggi l’udienza preliminare sul caso di Michele Zaccaria, responsabile del settore Urbanistica e Lavori pubblici del Comune di Squinzano, e di Giovanni Rascazzo, pensionato. Le denunce partite da una professionista brindisina. Richiesto l'abbreviato condizionato dall'ascolto di teste

Il Comune di Squinzano.

LECCE – S’è svolta oggi l’udienza preliminare nel caso che vede sotto la lente le condotte di Michele Zaccaria, 57enne, responsabile del settore Urbanistica e Lavori pubblici del Comune di Squinzano, e di Giovanni Rascazzo, pensionato 75enne con un passato politico nella Democrazia cristiana. Le accuse sono di tentata concussione e falso. Entrambi sono di San Pietro Vernotico, comune in provincia di Brindisi.

L’udienza è stata rinviata a giovedì 26 novembre perché le difese di entrambi hanno richiesto il giudizio con rito abbreviato condizionato dall’ascolto di testimoni. Nel caso di Zaccaria, quello di un funzionario comunale, e l’istanza è stata accolta. Non è stato però ammesso un testimone di Rascazzo.  Si riprenderà, dunque, con l’escussione dell’unico teste ammesso dal gup Antonia Martalò del Tribunale di Lecce, dopodiché, il 21 gennaio 2016, vi sarà la discussione.   

Al centro vi sono presunte pressioni su una donna, un architetto della provincia di Brindisi, secondo le accuse con lo scopo d’intrecciare una relazione, ricevendo in cambio l’attribuzione, da parte del Comune di Squinzano, di incarichi per la riqualificazione e l’arredo urbano del lungomare nord di Casalabate. Un piano che sarebbe svanito per il rifiuto della donna e vista anche l’inesistenza della determina dirigenziale.

Zaccaria, secondo l'ipotesi del magistrato inquirente, avrebbe promesso due incarichi alla professionista brindisina, comunicandole poi via mail “l’avvio del procedimento di revoca in autotutela della determina”, invitandola a rivolgersi direttamente a Rascazzo, che “più volte aveva manifestato anche a terzi la volontà di riprendere la relazione con la donna”, poiché era l’unico a poter risolvere la questione.

Titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Paola Guglielmi, che ha richiesto il rinvio a giudizio dell'ingegner Zaccaria e del pensionato Rascazzo. Il Comune di Squinzano si è costituito dopo essere stato citato come responsabile civile ed è rappresentato dall’avvocato Roberto Cavalera. La presunta vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Massimo Zecca. I due imputati sono difesi dagli avvocati Samuel Politi e Carlo Carrieri.  

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Dalla denuncia presentata dalla donna era nato un altro fascicolo (ma davanti al Tribunale di Brindisi) con le ipotesi di reato di stalking e millantato credito nei confronti di Rascazzo, poi assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste.

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