Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Tentata concussione in Ateneo, a giudizio l'ex direttore Emilio Miccolis

Si aprirà il prossimo 2 marzo, dinanzi ai giudici della seconda sezione penale, il processo nei confronti di Emilio Miccolis, ex direttore generale dell'università del Salento, accusato di tentata concussione nell'ambito di una delle inchieste sulla gestione dell'Ateneo salentino

La storica sede del Codacci Pisanelli.

LECCE – Si aprirà il prossimo 2 marzo, dinanzi ai giudici della seconda sezione penale, il processo nei confronti di Emilio Miccolis, ex direttore generale dell'università del Salento, accusato di tentata concussione nell’ambito di una delle inchieste sulla gestione dell’Ateneo salentino, di cui è titolare il pubblico ministero Paola Guglielmi. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Giovanni Gallo al termine dell’udienza preliminare. Il gup ha rigettato l’istanza dei legali di Miccolis sull’inutilizzabilità delle registrazioni che accusano l’ex direttore, ritenendole prove documentali. Fondamentale, in tal senso, la consulenza deposita dall'ingegnere Luigina Quarta.

Il sindacalista Tiziano Margiotta, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa, ha avanzato una richiesta di risarcimento per 250mila euro per danni morali, materiali e d’immagine. Si è costituito parte civile anche l’altro sindacalista le cui denunce hanno dato via alle indagini: Manfredi De Pascalis, assistito dall’avvocato Francesco Calabro, che ha chiesto un risarcimento di 50 mila euro.

Un anno fa Miccolis è tornato in libertà, dopo 81 giorni di detenzione agli arresti domiciliari, dopo che i giudici del Tribunale del Riesame del capoluogo salentino hanno accolto l'istanza di scarcerazione presentata dai suoi legali, gli avvocati Viola Messa e Daniele Montinaro. Il 53enne di origini baresi è tornato a svolgere il ruolo di funzionario dell’università di Bari, senza alcun ruolo direttivo. Nei giorni scorsi il Riesame, chiamato nuovamente a pronunciarsi sulla scorta di una sentenza della Corte di Cassazione, ha stabilito che la misura cautelare emessa nei confronti dell’indagato non era congrua, e che la misura interdittiva doveva aveva la durata di due e non sei mesi.

Emilio Miccolis-11A dare avvio all’inchiesta, come detto, sono stati gli esposti presentati in Procura da due sindacalisti: Manfredi De Pascalis e Tiziano Margiotta, che hanno consegnato nelle mani dei magistrati documenti e registrazioni audio. La prima denuncia sporta da Tiziano Margiotta, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa, risale al mese di ottobre 2012. Ed i reati ipotizzati dal legale, che a sostegno della querela consegnò agli inquirenti tutto il materiale informatico raccolto, inizialmente comprendevano anche l’ingiuria e la minaccia.

Dalle carte dell’inchiesta sarebbe emersa una gestione dell’Ateneo salentino basata sulle promesse di denaro e trasferimenti. Promesse e offerte per “piegare” i personaggi scomodi all’interna dell’Università. In altri casi, per chi si fosse rifiutato di cedere, la strada da percorrere era quella delle minacce e dei provvedimenti. Ipotesi avvalorate dagli inquirenti, che hanno passato al setaccio le registrazioni e le carte dell’inchiesta, tra cui i dati contenuti sui cellulari e sui pc in uso all’ex direttore. Miccolis ha sempre negato ogni imputazione, respingendo le accuse che gli vengono mosse. I sui legali sono pronti a chiedere il proscioglimento. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tentata concussione in Ateneo, a giudizio l'ex direttore Emilio Miccolis

LeccePrima è in caricamento