Cronaca

Tentata estorsione al Livello 11/8: in due a processo, anche presunta vittima

Si aprirà a luglio il processo nei confronti di Roberto Napoletano, 27enne nato a San Pietro Vernotico, accusato di tentata estorsione aggravata nei confronti di Cesare Dell'Anna, noto musicista. A processo è finito, con l'accusa di favoreggiamento, anche lo stesso Dell'Anna

LECCE – Si aprirà a luglio il processo nei confronti di Roberto Napoletano, 27enne nato a San Pietro Vernotico,  ma residente a Squinzano, accusato di tentata estorsione aggravata nei confronti di Cesare Dell’Anna, noto musicista surbino. Il gup ha rinviato a giudizio Napoletano, assistito dall’avvocato Antonio Savoia. A processo è finito, con l’accusa di favoreggiamento, anche lo stesso Dell’Anna.

Napoletano era stato arrestato a gennaio scorso, ma il Tribunale del Riesame, accogliendo l’istanza dell’avvocato Antonio Savoia,  aveva  annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti. L’uomo, secondo l’accusa, nella notte di Halloween del 2013 si sarebbe presentato armato al "Livello 11/8" di Trepuzzi, per farsi consegnare i contanti da Dell'Anna. In sede di interrogatorio di garanzia Napoletano spiegò al gip di aver partecipato alla serata musicale, ma di non aver commesso alcun illecito. A settembre era stata eseguita nei suoi confronti una nuova misura cautelare.

Secondo l’ipotesi accusatoria Napoletano, col “fine di procurarsi un ingiusto profitto, la notte dell’1 novembre 2013, presso il locale 11/8 di Trepuzzi, mentre era in corso un concerto, si presentò in compagnia di altri soggetti, non identificati, e dopo aver preteso di parlare con Cesare dell'Anna, gestore del locale, con l'ausilio di una pistola e colpendo lui e un suo amico, accorso per difenderlo, con testate e schiaffi, chiese insistentemente l'elargizione di una somma imprecisata di denaro”.

Roberto Napoletano-2L’ordinanza di custodia cautelare fu annullata dal Riesame che confutò l’ipotesi accusatoria a seguito delle indagini difensive svolte dall'avvocato di Roberto Napoletano. Secondo quanto ricostruito da queste ultime, infatti, Napoletano si trovava quella sera all'interno del locale, ma non in presenza di uomini, bensì di una amica. Inoltre si evidenziò che Napoletano fu coinvolto suo malgrado in una rissa, che vide implicate molte persone, nella zona antistante l'ingresso del locale.

Le ulteriori indagini eseguite dal pubblico ministero e dall'aliquota operativa dei carabinieri di Campi hanno invece consentito di confermare, con altre prove a carico, il costrutto accusatorio, e di confutare la tesi difensiva. Tra l'altro, è stato appurato che rissa non ci fu: lo sostengono numerosi testimoni, tra cui l'intera security, e non vi è traccia nel sistema di videosorveglianza del locale. In più, in un dialogo intercettato tra Napoletano e sua moglie, si evince come la tesi difensiva non fosse genuina.

La vittima che, aveva sottolineato il gip, anche in questa seconda fase d'indagine, pure in merito a fatti marginali rispetto al nucleo centrale degli eventi, continuò a non collaborare alle investigazioni. 

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