Tentata estorsione al Livello 11/8, Napoletano in silenzio dinanzi al gip

E' rimasto in silenzio dinanzi al gip Giovanni Gallo, avvalendosi della facoltà di non rispondere, Roberto Napoletano, 27enne nato a San Pietro Vernotico, ma residente a Squinzano, accusato di tentata estorsione aggravata nei confronti di Cesare Dell’Anna, noto musicista surbino

LECCE – E' rimasto in silenzio dinanzi al gip Giovanni Gallo, avvalendosi della facoltà di non rispondere, Roberto Napoletano, 27enne nato a San Pietro Vernotico,  ma residente a Squinzano, accusato di tentata estorsione aggravata nei confronti di Cesare Dell’Anna, noto musicista surbino. Napoletano, assistito dall’avvocato Antonio Savoia, ha scelto di non rispondere alle domande del gip nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Si è trattato, con ogni probabilità, di una scelta difensiva. Il suo legale, infatti, ha già annunciato di voler presentare appello al Riesame.

Il 27enne era già stato arrestato a gennaio scorso, ma il Tribunale del Riesame, accogliendo l’istanza dell’avvocato Antonio Savoia,  aveva  annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti. L’uomo, secondo l’accusa, nella notte di Halloween si sarebbe presentato armato al "Livello 11/8" di Trepuzzi, per farsi consegnare i contanti da Dell'Anna. In sede di interrogatorio di garanzia Napoletano spiegò al gip di aver partecipato alla serata musicale, ma di non aver commesso alcun illecito.

Secondo l’ipotesi accusatoria Napoletano, col “fine di procurarsi un ingiusto profitto, la notte dell’1 novembre 2013, presso il locale 11/8 di Trepuzzi, mentre era in corso un concerto, si presentò in compagnia di altri soggetti, non identificati, e dopo aver preteso di parlare con Cesare dell'Anna, gestore del locale, con l'ausilio di una pistola e colpendo lui e un suo amico, accorso per difenderlo, con testate e schiaffi, chiese insistentemente l'elargizione di una somma imprecisata di denaro”.

L’ordinanza di custodia cautelare fu annullata dal Riesame che confutò l’ipotesi accusatoria a seguito delle indagini difensive svolte dall'avvocato di Roberto Napoletano. Secondo quanto ricostruito da queste ultime, infatti, Napoletano si trovava quella sera all'interno del locale, ma non in presenza di uomini, bensì di una amica. Inoltre si evidenziò che Napoletano fu coinvolto suo malgrado in una rissa, che vide implicate molte persone, nella zona antistante l'ingresso del locale.

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Le ulteriori indagini eseguite dal pubblico ministero e dall'aliquota operativa dei carabinieri di Campi hanno invece consentito di confermare, con altre prove a carico, il costrutto accusatorio, e di confutare la tesi difensiva. Tra l'altro, è stato appurato che rissa non ci fu: lo sostengono numerosi testimoni, tra cui l'intera security, e non vi è traccia nel sistema di videosorveglianza del locale. In più, in un dialogo intercettato tra Napoletano e sua moglie, si evince come la tesi difensiva non fosse genuina. Si aggrava, inoltre, la posizione della vittima che, come sottolinea il gip, anche in questa seconda fase d'indagine, pure in merito a fatti marginali rispetto al nucleo centrale degli eventi, ha continuato a non collaborare alle investigazioni. Roberto Napoletano si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata estorsione aggravata. 

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