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Tentata rapina al market, 33enne leccese sarà giudicato in abbreviato

Si aprirà il 23 giugno il processo nei riguardi di Andrea Stampete, accusato di aver cercato di mettere a segno un colpo nel minimarket di via Marinosci, a Lecce, il 28 maggio scorso

LECCE - La reazione del cassiere del minimarket di via Marinosci, a Lecce, mandò in fumo il suo piano: scappò, ma alla fine fu bloccato e arrestato dalla polizia per tentata rapina. Sarà questo il reato contestato ad Andrea Stampete, 33 anni, di Lecce, nel processo che si aprirà il prossimo 23 giugno col rito abbreviato, come chiesto dallo stesso imputato, attraverso l’avvocato difensore Rita Ciccarese, per ottenere lo sconto di un terzo della pena. Lo ha deciso il giudice Simona Panzera, al termine dell’udienza preliminare discussa in mattinata.

Era lo scorso 28 maggio, quando nel pomeriggio, il 33enne, insieme ad una donna si presentò nell’esercizio commerciale, travisato da una mascherina chirurgica, occhiali e cappellino con visiera, e puntò una pistola, poi rivelatasi una scacciacani, contro il cassiere intimandogli di consegnare il denaro contenuto in cassa.

Il malcapitato rispose brandendo un coltello e, a quel punto, Stampete preferì desistere e scappare. La fuga però non durò a lungo perché gli agenti delle volanti della questura di Lecce riuscirono comunque a individuarlo, attraverso l’accurata descrizione fornita dalla vittima e la visione dei filmati di videosorveglianza, e una volta rintracciato, lo accompagnarono nel carcere di “Borgo San Nicola”.

Durante l’interrogatorio di convalida, l’arrestato si assunse ogni responsabilità, scagionando la ragazza con la quale raggiunse il market (inizialmente indagata nello stesso procedimento, la sua posizione fu poi stralciata), e spiegò di aver compiuto l’insano gesto per problemi economici dovuti alla perdita di lavoro come pizzaiolo a causa dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19.

Dopo il confronto, il giudice Marcello Rizzo gli concesse gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ma adesso l’uomo si trova nuovamente in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

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