Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Soccorritori? Macché. L'ambulanza per scassinare self-service Agip

Un 24enne arrestato dagli agenti delle volanti. Il complice fuggito. Pensavano passare inosservati utilizzando il mezzo di soccorso rubato ma il loro obiettivo sarebbe stato quello di rubare il denaro dalla cassa continua

 

LECCE – La vicenda è singolare, dato che precedenti negli archivi di cronaca non se ne trovano, almeno da queste parti, e lascia sgomenti per originalità il furto che due individui avevano immaginato di compiere scassinando con tanto di fiamma ossidrica la cassa automatica del distributore di benzina della stazione Agip, all’imbocco della superstrada di Brindisi. La novità, se così si può dire: per passare inosservati i ladri si sono serviti di un mezzo che mai avrebbe potuto insospettire: un’ambulanza. Già. Ma le cose sono andate diversamente. Il loro piano è saltato, grazie all’intuizione degli agenti delle volanti, ed un di loro è stato arrestato. Si tratta di Antonio Patronelli, 24 anni, nato a Fasano  ma residente a San Donaci, già noto alle forze dell’ordine, che dovrà rispondere (domani per direttissima al sesto piano della Procura di Lecce) di tentato furto aggravato, in flagranza. Il ragazzo è stato anche denunciato per ricettazione. In fuga il complice, invece, sul quale indaga la polizia.

Il fatto. La centrale operativa della questura dirama ai colleghi delle volanti del turno di notte, che a Veglie era stata rubata un’ambulanza e intorno alla 1, durante un giro di perlustrazione in  città, proprio una volante, percorrendo il rondò all’ingresso della Lecce-Brindisi, nota un’ambulanza con il lampeggiante acceso imboccare a tutta velocità  la superstrada. Così gli agenti pensano bene di raggiungere l’ambulanza per controllare il numero di targa, mentre nel frattempo il mezzo di soccorso rallenta per entrare nell’area di servizio Agip. Ma la manovra insospettisce non poco i poliziotti, che considerano al quanto strano il comportamento tenuto dell’autista il quale, dopo aver tenuto una velocità sostenuta, proprio come se vi fosse un intervento di emergenza in corso, improvvisamente rallenta per fare accesso nell’area di servizio e fermarsi davanti alla  colonnina della cassa continua del self-service. La volante si avvicina a fari spenti all’ambulanza e gli agenti verificano che il numero di targa del mezzo rubato a Veglie corrisponde esattamente all’ambulanza che hanno di fronte.2-242-26

In quei frangenti notano a bordo dell’ambulanza due persone, l’arrestato e il complice poi datosi a gambe levate. Entrambi, troppo presi da quel che stavano per compiere, non si accorgono della polizia e così gli agenti, che intanto avanzano in direzione opposta,  hanno tutto il tempo di  sorprendere il 24enne:  tuta blu, cappuccio in testa, scarpe sporche di fango, pantaloni intrisi di terra, volto nascosto con  un copri collo di lana nero, il giovane si stava apprestando, con tutta probabilità, a dare fuoco ad un cannello collegato a due grosse bombole di ossigeno, di cui era fornita l’ambulanza, con lo scopo, verosimilmente, di scassinare la cassa continua del self-service per il rifornimento di carburante. Durante le perquisizione personale, infatti, gli agenti hanno trovato in tasca dell’arrestato un accendino. Non solo.

All’interno dell’ambulanza, senza barella, oltre le bombole di ossigeno vi era anche un casco protettivo solitamente usato dai saldatori, un paio di cacciavite e una torcia con lampadine a led. Le serrature della portiera anteriore destra, quella del portellone laterale e quella delle due porte posteriori erano state forzate. Era stata distrutta, inoltre, sotto lo sterzo, tutta la parte in plastica che copre il sistema di accensione, mentre lo stesso nottolino di avviamento era stato forzato ed in parte staccato. L’ambulanza, nonostante la mancanza delle chiavi e il danneggiamento  del nottolino era rimasta in moto, segno evidente che il cacciavite trovato sul sedile era servito proprio  ad avviare il motore.

Hanno dovuto faticare non poco gli agenti per bloccare e poi ammanettare il giovane, che in quei momenti concitati aveva avuto modo di mostrare tutta la sua forza fisica. Tant’è che opponendo resistenza avrebbe procurato ad uno degli agenti una contusione alla mano e al polso sinistro, come poi hanno accertato i medici del pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce. Per il poliziotto prognosi di sette giorni.

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