Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Minacce di morte all'ex datore di lavoro, condannato a nove mesi di reclusione

Eisa Yahya, 26 anni, egiziano, era accusato di minaccia aggravata, e detenzione e porto di arma bianca. I fatti a Torre Chianca, dove, al culmine di una lite lanciò una bottiglia incendiaria contro il cancello dell’abitazione, colpendo l'uomo e il suo cane

LECCE – E’ stato condannato a nove mesi di reclusione Eisa Yahya, 26 anni, egiziano, accusato di minaccia aggravata, e detenzione e porto di arma bianca. La sentenza è stata emessa dal gup Alcide Maritati al termine del giudizio con rito abbreviato. Il 26enne è assistito dagli avvocati Alexia Pinto e Alessandro Costantini.

L’imputato era stato arrestato ad aprile scorso. L’uomo, infatti, si era recato a casa del suo ex datore di lavoro a Torre Chianca, dove aveva già vissuto diverso tempo prima, con due coltelli nelle tasche e una bottiglia incendiaria. Al culmine di una lite furibonda l’egiziano aveva lanciato il rudimentale ordigno incendiario contro il cancello dell’abitazione, colpendo lievemente il suo interlocutore e il suo cane.

Poi, dopo aver minacciato di morte l’uomo, era fuggito cercando di far perdere le tracce. Il 26enne, però, era stato raggiunto e bloccato dagli uomini delle volanti, intervenute sul posto su segnalazione di alcuni vicini. Inizialmente era stato accusato di tentato omicidio, poi, grazie anche alla ricostruzione dei fatti operata dai suoi legali, l’accusa era stata derubricata ed Eisa, dopo aver scontato sei mesi di custodia cautelare, era tornato in libertà. 

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