Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Copertino

Tentato omicidio in un casolare, restano in carcere le tre persone arrestate

Il gip non ha convalidato l'arresto ma ha confermato la custodia cautelare. Bisognerà comunque eseguire degli esami balistici

Il luogo della sparatoria.

LECCE – Restano in carcere le tre persone arrestate per il tentato omicidio avvenuto martedì mattina in un casolare alla periferia di Copertino. Si tratta di Bruno Guida, 42enne di Leverano; Peppino Vadacca, 43enne di Carmiano e Matteo Niccoli, 22enne di Carmiano. Il gip Carlo Cazzella, al termine dell’udienza, non ha convalidato l’arresto (non ritenendo che vi fossero i presupposti per la flagranza di reato), ma ha confermato la custodia cautelare in carcere, ritenendo che vi siano, oltre alle esigenze cautelari, gravi indizi di colpevolezza per il reato, in concorso, di detenzione illegale e porto di arma da fuoco, lesioni personali e tentato omicidio. Per quest’ultima contestazione il giudice evidenzia che sono necessari ulteriori approfondimenti per stabilire la dinamica degli spari, e cioè se siano stati esplosi verso la vittima, che ha dichiarato di aver schivato i colpi. I tre indagati sono assistiti dagli avvocati Valeria Corrado, Pantaleo Cannoletta e Vito Quarta.

Secondo la ricostruzione scaturita dalle indagini condotte dai carabinieri della tenenza di Copertino, assieme ai colleghi de stazioni di Leverano e di Carmiano, che hanno portato in poche ore all’arresto dei tre (un quarto uomo è ricercato), il gruppo si è presentato nel casolare dove abita con la famiglia Paolo Panzanaro, 46enne con precedenti penali. La discussione sarebbe ben presto degenerata e sono stati esplosi due colpi di pistola, con una calibro 7,65. Il 46enne è stato poi colpito al volto col calcio della pistola, riportando lesioni con una prognosi di cinque giorni. 

A incastrare i componenti della “spedizione punitiva” le immagini del sistema di video sorveglianza installato, le dichiarazioni dei famigliari e una serie di elementi raccolti dai militari dell’Arma. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti l’episodio potrebbe essere legato al mercato delle sostanze stupefacenti.

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