Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Tentato omicidio: richiesti 14 anni per Fabio Franco

Il gup del Tribunale di Lecce, De Benedictis ha disposto il rinvio a giudizio del 44enne di Surbo. Risponde del tentato omicidio ai danni di Giuseppe Vincenti. La pubblica accusa ha chiesto 14 anni

E' stato rinviato a giudizio Fabio Franco, 44enne di Surbo, per il tentato omicidio ai danni di Giuseppe Vincenti, avvenuto per un regolamento di conti tra clan che si contendevano, a suon di piombo, il controllo del territorio tra Lecce e il nord Salento. Franco, alias "Fritz o il Nano", attualmente detenuto nel carcere di Palermo. Lo ha disposto il gup del Tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis. Il processo si celebrerà il prossimo 24 giugno, sempre davati al gup De Benedictis e Franco ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, giudizio che consente uno sconto di un terzo della pena. Il pubblico ministero, Guglielmo Cataldi, ha richiesto una condanna a 14 anni di reclusione.


Franco, considerato il braccio destro dell'allora primula rossa della Scu leccese, Filippo Cerfeda, sarebbe l'esecutore materiale del tentato omicidio di Giuseppe Vincenti, appartenente ad un gruppo criminale opposto, contro il quale il "nano" esplose due colpi di pistola, calibro 7 e 65, senza però centrare il suo obiettivo, perchè l'arma si inceppò. Per la pubblica accusa, Franco agì con premeditazione e per futili motivi, eseguendo un ordine ricevuto dal suo capo, Filippo Cerfeda. E fu proprio il boss leccese ad agevolare il compito degli inquirenti nell'identificazione di Franco, quale esecutore materiale della tentata sentenza di morte, grazie alle sue dichiarazioni, inserite anche nel suo personale memoriale. Ad incastrare Franco, ci sarebbero anche le deposizioni rilasciate da Giuseppe Vincenti, obiettivo del killer e da un altro affiliato, confluito da tempo nella schiera dei collaboratori, Dario Toma.

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