Tentò di investire carabiniere dopo la lite con la compagna, condannato

Il grave episodio nell'aprile del 2016. Un 40enne, sorpreso nel corso di un violento litigio, cercò di fuggire con l'auto

LECCE – Quando fu fermato a fermato a Gallipoli e condotto negli uffici della squadra nautica della polizia di Stato, non immaginava che sarebbe stato solo l’inizio (e il minore) dei suoi guai con la giustizia. Per Claudio Caretta, gallipolino 40enne, infatti, si prospettava una denuncia in stato di libertà per pesca di frodo dopo essere stato sorpreso a catturare alcuni esemplari proibiti del genere “pinna nobilis”. Proprio in quei momenti, però, giungeva in questura un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta del pubblico ministero Roberta Licci. L’uomo, circa una settimana prima, si era reso protagonista di una mattinata di autentica follia, che gli è costata una condanna a tre anni di reclusione.

Il 7 aprile del 2016 una volante è inviata in ausilio a una pattuglia dell’Arma dei carabinieri (che transitava da lì per caso) in viale Grassi, all’altezza della rotatoria per Villa Convento, per una lite in strada. I militari notano una donna che chiede aiuto, mentre viene trattenuta per le braccia da un uomo, il quale, alla vista della pattuglia lascia la presa allontanandosi dalla vittima, mentre questa si avvicina a loro chiedendo soccorso. La signora mostra una bottiglia da due litri contenente dei residui di benzina, riferendo che il suo convivente le ha cosparso l’autovettura Kia Rio con il liquido infiammabile, con il presumibile intento di appiccare il fuoco.

Subito dopo si avvicina anche l’uomo che cerca di giustificare l’accaduto, dicendo che è solito lavare l’auto con la benzina. Alla richiesta di documenti l’uomo sale a bordo della sua autovettura Bmw X3 tentando di investire uno dei due militari che nel frattempo si è posto davanti all’auto e, dopo essersi divincolato dall’altro militare che cerca di bloccarlo attraverso la portiera sinistra, inserisce la retromarcia e si allontana. Dopo aver eseguito un giro della rotatoria, torna indietro ed esibisce i documenti d’identificazione, probabilmente rendendosi conto della gravità di quanto commesso. La donna, una cittadina cubana di 53 anni, indica anche un testimone, poi ascoltato dal personale della volante, che conferma di aver visto i due litigare e l’uomo cospargere di liquido l’auto, per poi afferrare la donna per le braccia.

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I due conviventi sono accompagnati in ufficio, dove la donna è colta da malore tanto da rendere necessario l’intervento di personale del 118. Dopo le prime cure, la signora si riprende ma, nonostante la gravità dei fatti, rifiuta di sporgere denuncia, dichiarando che il compagno poteva sembrare violento, ma in realtà non lo era. Le indagini sono poi proseguite, facendo emergere la pericolosità dell’indagato, sia in relazione all’aggressione alla compagna che nei confronti dei militari dell’Arma. 

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