Cronaca

Terminale Tap, accolta dal gip la richiesta di incidente probatorio

Tre docenti universitari dovranno chiarire se nel sito di Melendugno sarà superato il limite di 50 tonnellate previsto dalla normativa Seveso

LECCE – L’11 aprile sarà conferito a tre docenti universitari l’incarico per la perizia che dovrà verificare se il progetto per il gasdotto Tap e quello Snam di interconnessione con la rete nazionale debbano essere valutati unitariamente ai fini dell’applicazione della direttiva Seveso sulla prevenzione del rischio di incidenti rilevanti.

La partita si gioca sul quantitativo di gas nel terminale di ricezione in agro di Melendugno: il progetto Tap ne prevede poco meno di 50 tonnellate, limite previsto dalla legge Seveso III. Il gip del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, ha accolto la richiesta di incidente probatorio sostenendo che le modifiche intervenute nel 2016 - sostanzialmente la previsione della stazione Snam nello stesso sito di quello di Tap - impongono di rinnovare le valutazioni già svolte e di verificare se quella soglia verrebbe effettivamente superata considerando unitariamente i due progetti.

La richiesta di incidente probatoria era srara avanzata dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori e dal procuratore Leonardo Leone De Castris che si occupano del fascicolo riaperto dopo l’esposto presentato da otto sindaci (Melendugno, Vernole, Calimera, Castri di Lecce, Lizzanello, Martano, Zollino e Corigliano d’Otranto) e dal presidente del Comitato No Tap.

Gli esperti individuati dal gip sono Fabrizio Bezzo, professore associato di Impianti Chimici del Dipartimento Ingegneria Industriale presso l'Università di Padova; Davide Manca, professore presso il dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milnao; Lionella Maria, docente di Tutela del paesaggio al Politecnico di Milano.

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