Cronaca Leuca / Viale XX Settembre

Sigilli alla ex sede Inpdap: chiusa la seconda occupazione del Terra Rossa

Il sequestro preventivo è nato dalla segnalazione di sottrazione di energia. Intervento in mattinata dei tecnici di Enel e della polizia locale

L'edificio di via XX settembre.

LECCE - La seconda occupazione del collettivo Terra Rossa, presso la sede dell'ex Inpdap, in via XX settembre a Lecce, è terminata questa mattina, dopo poco più di due mesi di attività: corsi dell'università popolare, laboratori, servizi di ludoteca e biblioteca, le stesse insomma che avevano portato all'esperienza del primo spazio sociale, quello dell'asilo "Angeli di Beslan" in via Casavola, chiusa il 5 maggio con intervento della Digos.

Ma quello di maggio fu un sequestro preventivamente autorizzato, dopo che il Comune di Lecce aveva a suo tempo presentato denuncia per invasione di edificio. Questa volta sono stati tecnici di Enel a segnalare il presunto utilizzo illegittimo di energia, avendo notato la riattivazione di un contatore fermo perché non più collegato a utenza attiva.

Quando gli agenti della polizia locale sono entrati nell'immobile hanno notato la presenza di una persona che è identificata e poi denunciata per sottrazione di energia: si tratta di uno studente fuori sede che si era fermato tra lo svolgimento di due lezioni. Sentito il pubblico ministero, è stato quindi eseguito un sequestro preventivo che dovrà poi essere convalidato. L'edificio è stato quindi consegnato a Inps - proprietario dello stesso che comunque già a luglio aveva segnalato alle autorità l'occupazione - in qualità di custode. 

Il collettivo Terra Rossa dopo aver rimesso in sesto i locali e allestito gli spazi, era ripartito con rinnovato slancio con la programmazione delle iniziative offerte alla cittadinanza, tanto è vero che la lezione nell'ambito dell'università popolare prevista nel pomeriggio alle 18 si terrà in piazza Sant'Oronzo, luogo dove, la sera del 5 maggio, si svolse anche una manifestazione per dichiare la volontà di andare avanti dopo il primo sequestro.  Un'ora prima, alle 17, è stata convocata un'assemblea proprio davanti l'edificio non più accessibile.

A ridosso dell'incontro è stato diramato un comunicato che sottolinea, tra l'altro, come fu nel caso di via Casavola, la solidarietà manifestata dai residenti della zona dopo l'apposizione dei sigilli: "Ancora una volta si decide di interrompere con la repressione un tentativo di produrre cultura e pensiero critico in una città ancora bloccata da un sistema politico asfittico e corrotto. Proprio due giorni fa ci eravamo riuniti per dare vita con varie realtà sociali a un tavolo di lavoro sulle povertà. Erano da poco partite le attività dell'università popolare con corsi di politica, società ed economia. La ludoteca e la biblioteca erano ormai attive grazie allo sforzo degli studenti medi. Decine di iniziative politiche e culturali erano già state messe in cantiere. Dicevano che occupare in un quartiere centrale ci avrebbe alienato il consenso della cittadinanza e, invece, dopo alcuni mesi di attività, sono propri gli abitanti di via XX Settembre che ci hanno portato per primi la loro solidarietà, segno che quando si costruisce solidarietà e aggregazione anche le diffidenze e i pregiudizi cadono".

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