Cronaca

Terzapagina. A Lecce “Camera ardente”, il progetto contro ogni pena di morte

Ha fatto tappa nel capoluogo salentino uno dei tredici appuntamenti in giro per l'Italia dell'artista siciliano Bios Vincent e del percorso contro la morte fisica e sociale: performance suggestiva all'esterno di Borgo San Nicola

LECCE – Anche Lecce tra le tappe del progetto itinerante “Camera ardente” dell’artista Bios Vincent. Nonostante, la pena di morte sia stata abolita in Italia come in molti altri Paesi, a morire oggi è simbolicamente condannato chiunque sia in conflitto con il sistema sociale. La sentenza di condanna a morte viene emessa dall'indifferenza con cui si accoglie il disagio o dalla amoralità con cui lo si canalizza abilmente verso sbocchi violenti o criminali.

In alcuni paesi, come gli Stati Uniti d'America, la Cina, l'Iran, l'Afghanistan, la pena di morte con impiccagione o con iniezione letale viene ancora praticata. Al di là della sua applicazione in senso letterale, essa rimane un mostro polimorfo: assume forme e travestimenti sempre diversi, ritorna nel silenzio, nell'abbandono, nella mafia, nell'aborto, nelle catastrofi ambientali, nell'olocausto.

È questa l’anima del progetto in 13 tappe che ha preso il via il 15 marzo e si concluderà il 24 marzo, toccando luoghi italiani tra i più importanti del Paese: Torino, Milano, Diga del Vajont, Bologna, Napoli, Lampedusa, Palermo,Taranto, Lecce, L’Aquila, Assisi, Roma.

Un uomo cammina, ha in spalla una bara, al suo interno ha un Cristo marmoreo. L'uomo indossa una maschera, ha il volto irriconoscibile. Sale su un treno e giunge a destinazione. Ogni giorno per 10 giorni (dal 15 al 24 marzo) l'uomo depositerà una bara in 12 luoghi simbolici del Paese. Il corteo di Camera Ardente, progetto dell'artista Bios Vincent, punta il dito su alcuni delle molteplici ingiustizie consumate in Italia, ed è una condanna assoluta contro la pena di morte.

I sarcofagi scoperchiati con il Cristo di marmo carrarese tinto di rosso vermiglio e nuovamente vilipeso da un'arma da fuoco, saranno  installati lì dove i soprusi, le ingiustizie e le violenze si sono consumate. Punto di partenza di Camera Ardente è stato il 15 marzo da Torino (Sacrario del Martinetto). Titolata In memoria dell'ultimo uomo italiano condannato a morire davanti la legge, la prima tappa e' una celebrazione dell'abolizione della pena di morte avvenuta il primo gennaio 1948. Le ultime vittime della pena di morte italiana furono otto membri del Comitato militare piemontese, fucilati il 5 aprile presso il Sacrario del Martinetto.cover-5-2

Lo stesso giorno a Milano, in viale Abruzzi, in memoria di una donna uccisa da un uomo ricorda Emilù donna filippina uccisa a pugni. Nei giorni successivi saranno toccati centri storici di città tristemente note alla cronaca italiana fino a raggiungere, con due punti focali, la Capitale. A Lecce, il progetto arrivato il 22 marzo, ha visto la performance all’esterno di Borgo San Nicola, il carcere, emblema per le cronache del sovraffollamento e delle conseguenze nella disperazione dei detenuti (camerardente.com).

L’artista è nato a Erice, Trapani, il 24 novembre 1976. La sua creatività è mutuata da un preciso percorso culturale, da codici antichi come la grafica o la letteratura medievale, le incisioni, l'arte sacra e un immaginario visionario, e si avvale di tutti gli strumenti che l'artista conosce: spatole, pennelli, reti, proiettili, plastiche, tessuti, cemento e grovigli di materia, oggetti sino ai colpi d’arma da fuoco. Dal 2000 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all'estero. Vive e lavora tra Milano e la Cina e collabora con diversi studi di Architettura nello sviluppo di progetti tra arte e architettura.

https://www.youtube.com/watch?v=279E6uKTFjc

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