Cronaca

Prelievo di organi: terzo intervento in una settimana nel Salento

E' il settimo in Puglia dall'inizio dell'anno. Cuore, fegato e reni di una donna di 53 anni destinati a Torino e Bari

Il Vito Fazzi.

LECCE – Si è svolto nella notte un altro prelievo multiorgano presso il “Vito Fazzi” di Lecce: si tratta del secondo dall’inizio dell’anno presso il nosocomio leccese e del terzo nel territorio di competenza della Asl considerando l’intervento effettuato a Casarano nella mattinata di giovedì. Sale dunque a sette il numero delle donazioni in Puglia nell’anno in corso, a fronte delle 51 dell’anno precedente.

Dal corpo di una donna di 53 anni, deceduta a causa di una grave emorragia come conseguenza di un aneurisma cerebrale, sono stati prelevati cuore, fegato e reni. Ogni trapianto impone una serie di passaggi, formali e clinici, e coinvolge decine di professionalità. In questo caso la direzione sanitaria del “Fazzi”, diretta da Giampiero Frassanito, ha fatto fronte alla complessità dell’intervento coinvolgendo medici, infermieri e tecnici di diverse équipe medico-chirurgiche. Dal Laboratorio Analisi alla Logistica, passando per la Rianimazione potendo poi contare sul personale dei reparti di Urologia, Neurologia, Anatomia Patologica e Chirurgia generale, che ha lavorato fianco a fianco con i colleghi arrivati dall’Ospedale “Le Molinette” di Torino e dal Policlinico di Bari.

Una tessitura complessa, che si ripete ogni volta, con la stessa dedizione e che parte dall’autorizzazione da parte dei familiari. “Alla base di tutto - dice Filippo De Rosa, coordinatore locale per il prelievo e trapianto del Vito Fazzi – c’è il favorire le donazioni. Un’attività difficile, lunga e faticosa, perché possiamo avere le migliori professionalità tecniche a disposizione, ma senza la componente umana, la capacità relazionale, l’empatia e il rapporto di fiducia che si riesce ad instaurare con le persone, i familiari, il nostro percorso sarebbe vanificato e non potremmo esprimere loro tutta la nostra gratitudine”.

In Italia, sempre nel 2016, si sono registrate 1596 donazioni, di cui 1303 utilizzate, superando così quota 1300 per la prima volta dal 1992. Un’attività intensa che ha portato ad effettuare 3736 trapianti, a fronte di 8856 pazienti in lista d’attesa.

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