Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Luca e Greta, i fratelli salentini positivi al Covid-19 bloccati a Dubai

Papà Gianpiero racconta l’esperienza dei figli in vacanza premio negli Emirati Arabi. “Sono monitorati 24 ore su 24. Il Consolato ci tiene costantemente aggiornati, resteranno 10 giorni in quarantena. Ma non sappiamo quando torneranno da noi”

I fratelli Luca e Greta, aeroporto di Fiumicino - Roma, in partenza per Dubai

LECCE- “I primi due giorni sono stati un po’ sballottolati. Ora, tutto sommato, sono in camere singole e, l’uno di fronte all’altra, si confortano”: papà Giampiero e mamma Ivana sentono ogni giorno (e a tutte le ore, tranne quando dormono) i propri figli Greta e Luca bloccati a Dubai dal 14 luglio, giorno in cui dovevano prendere il volo per il rientro in Italia.

I due fratelli, che frequentano il liceo psico-socio-pedagogico De Castro – Moro di Maglie, sono nel gruppo dei 502 studenti italiani in vacanza premio negli Emirati Arabi che a causa di un contagio da Covid-19 sono rimasti bloccati nel college che li ha ospitati durante la loro permanenza.

Vacanza premio che mai avrebbero immaginato sarebbe diventata un incubo, dopo più di un anno e mezzo trascorso nelle proprie case, distanti da quella vita sociale in cui cresce un adolescente. Vacanza premio perché i fratelli Greta e Luca, come tutti gli altri 500 studenti italiani, sono i superbravi che hanno meritato di partire e fare un’esperienza in lingua inglese all’Estero.

“I miei figli sono entrambe positivi, hanno perso l’olfatto e il gusto e hanno poche linee di febbre. Ma dopo l’apprensione e la preoccupazione iniziale perché per mangiare hanno dovuto lottare in quanto le razioni di cibo erano scarse, ora siamo più tranquilli (un parolone) perché è stata costituita una task force di medici all’interno del college che monitora ogni giorno tutti i ragazzi” racconta papà Gianpiero, parlando dell’installazione di apparecchi per misurare la saturazione dell’ossigeno e di ventilatori polmonari.

“Il primo gruppo di studenti partito dall’aeroporto di Fiumicino di Roma, che contava anche i miei figli, è stato di 286 persone compreso lo staff dell’Accademia Britannica e di questo sono risultate positive 194” dice papà Gianpiero con lettera del Consolato italiano alla mano. “Dopo una settimana si è aggiunto un altro gruppo di 216 studenti, di cui 45 positivi dopo il primo tampone”. Dunque, i 239 studenti positivi sono stati separati dai negativi e trasferiti in un’altra palazzina del college. “Nessuno dei positivi versa in gravi condizioni, la situazione è sotto controllo e hanno fatto scaricare ai ragazzi un app per richiedere l’intervento immediato della protezione civile qualora dovessero averne bisogno”.

Disagi a parte iniziali, agli studenti verranno serviti da domenica pasti italiani grazie allo chef Giuseppe Esposito, originario del Golfo di Napoli, che con il proprio servizio di catering in Medio Oriente dal 2014, penserà a rifocillare i giovani, in quarantena per almeno dieci giorni. “È stata anche allertata una psicologa italiana che a distanza sarà in contatto con i ragazzi che presentano maggiori disagi emotivi. Ma, ovviamente ci auguriamo che nessuno abbia bisogno di un sostegno emotivo, che i ragazzi positivi, condividendo le aree comuni dell’edificio possano stare bene tra loro e farsi coraggio l’un l’altro. Non sappiamo quanto rientreranno in Italia da noi, il Consolato al riguardo non ha comunicato alcune data” dice papà Gianpiero prima di chiudere le telefonata con la redazione di LeccePrima e sentire, ancora una volta, in videoconferenza i figli Greta e Luca.

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