Cronaca

“Lavoro a 200 metri dal Parlamento”, un salentino spiega i luoghi della strage

Paolo Margari, esperto in marketing presso il British Council, è originario di Soleto. Viaggia di continuo, ma oggi era fortunatamente in casa

Foto da Today.it

BRUXELLES – Sugli sms, in forma abbreviata, diviene “Bxl”. Oggi è il simbolo dell’imprevedibilità. C’è anche Paolo Margari, un 37enne originario di Soleto, per anni ricercatore universitario,  tra i residenti “salentini” di Bruxelles. Tra quelli che, per una fortunata coincidenza, non hanno preso la metro, né un aereo, in un martedì di ordinaria follia. A partire dal 2014, si è trasferito nella città dell’Atomium, dopo un “pellegrinaggio” anche in altre città, tra cui Londra e Milano.  Paolo è il marketing manager per il British Council, un’organizzazione culturale britannica che opera anche nel capoluogo belga. Vive e lavora a Ixelles, un comune popolare fra chi opera nelle istituzioni della Comunità europea, e dove peraltro ha anche sede il Parlamento europeo.  Ad appena 200 metri di distanza.

Proprio questa mattina, il 37enne non si è recato sul posto di lavoro, e non ha subito conseguenze. Ma negli ambienti, nell’isolato, nei negozietti, non si fa che parlare d’altro. “C’è da dire che quando si cita Bruxelles in Italia - afferma Paolo- si fa riferimento alla Regione intera della capitale, composta da diversi comuni tra cui quello denominato appunto Bruxelles. Quest’ultimo, però, è soltanto uno dei 19. E’ quello centrale, praticamente il più antico”. In pratica, stando alla spiegazione del 37enne, quando si parla di altri comuni come Molenbeek, ormai famoso nel mondo perché considerato il presunto covo dei terroristi islamici, o Forest - dove tre giorni addietro è scattato il blitz che ha portato all’arresto di Salah -  in realtà ci si trova sempre a Bruxelles.

Un po’ di confusione, anche geografica. Nell’immaginario comune, infatti, si è soliti pensare a Molenbeek come fosse un sobborgo, lontano da Bruxelles, anche psicologicamente. Soltanto dopo una chiacchierata con chi vive sul posto,  si intuisce invece la sovrapposizione tra le località citate dai media, e la stessa Bruxelles: identico posto, con diversa anima. Ma è la mappa dell’esclusione sociale a riflette, e motivare,  anche i covi dei terroristi. Come lo stesso 37enne ha chiarito. Il radicalismo è emerso principalmente nei due comuni più poveri, Molenbeek e Anderlecht, i principali esportatori di terrorismo in Europa, tanto nella stessa Bruxelles,  quanto all'estero. bruxelles-4-2-2

Ma si tratta di comuni differenti dal punto di vista amministrativo, ciascuno con situazioni proprie, e anche diverse politiche di integrazione sociale. “La qualità della vita può variare notevolmente fra i 19 paesi che compongono la Regione Bruxelles, una piccola enclave compresa nella regione fiamminga, ma a pochi chilometri di distanza dalla Vallonia. Anche Ixelles (il comune in cui risiede Paolo, ndr) comprende aree a prevalenza musulmana, ma è molto variegata. Mentre quartieri come Molenbeek o Anderlecht ormai sono decisamente islamizzati”, prosegue l’esperto in Marketing. Se un tempo esisteva una sorta di Little Itlay intorno a Schaerbeek – tant’è che sino a 20 anni fa, in alcuni comuni, gli italiani rappresentavano il secondo gruppo dominante dopo i belgi  - oggi, nonostante una presenza massiccia  non vi sono concentrazioni particolari”. E’ quanto ha fatto sapere Paolo, in continuo viaggio per motivi di lavoro, oggi “graziato” da coincidenze che lo hanno tenuto, e trattenuto, lontano dalle insidie ci un clima rovente a livello mondiale.

“La stazione della metropolitana colpita, quella di Maelbeek si trova nel comune di Etterbeek, nel cuore nevralgico delle istituzioni, fra Commissione e Parlamento, lungo una principale arteria che ospita le principali "dg" (direzioni generali, ndr) presso cui sono impiegati numerosi italiani, anche di origine salentina – ha aggiunto Paolo. “Inoltre tutto intorno vi sono vari uffici di organizzazioni, think tank e lobbying che compongono la cosiddetta "Eu bubble", un mondo di attività e interessi che ruota esclusivamente intorno alle istituzioni europee”.  E che, anche oggi, ha “sputato” fuori dirigenti, volontari, cittadini e impiegati, macellati dalla violenza cieca di kamikaze imbottiti di tritolo e ordigni piazzati lì. Senza un bersaglio tangibile, ma collettivo e onnicomprensivo.

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