“Ti brucio viva” e arriva la seconda condanna per l'ex accusato di stalking

E’ di un anno e mezzo la pena inflitta a un giovane di Melissano che avrebbe continuato a perseguitare la donna con cui aveva avuto una relazione nonostante l’arresto e una precedente condanna. Respinta l’istanza di scarcerazione: potrebbe rifarlo

MELISSANO - Avrebbe continuato a perseguitare la ex fidanzata, nonostante l’arresto e una condanna. L’ossessione per la donna con la quale aveva avuto una relazione avrebbe prevalso su tutto, finendo col “soffocare” lei che oramai era terrorizzata anche solo dall’idea di mettere il naso fuori casa, ma anche col togliere a lui stesso la libertà. Resterà in carcere quest’uomo, un 29enne di Melissano (di cui omettiamo le generalità per tutelare la privacy della vittima) perché il giudice Stefano Sernia che due giorni fa l’ha condannato a un anno e mezzo, sempre per stalking, ha respinto l'istanza di scarcerazione del difensore, l’avvocato Andrea Bianco, ritenendo possa reiterare la stessa condotta, avendo già evaso una volta i domiciliari proprio per raggiungere la malcapitata.

Gli episodi oggetto del processo si sarebbero verificati dal dicembre 2019 allo scorso gennaio, quando il 29enne fu arrestato: in una circostanza, avrebbe scardinato la serratura della porta di casa della malcapitata con calci e pugni, in un’altra si sarebbe introdotto nella sua abitazione dopo aver rotto una finestra, e avrebbe lanciato vasi di terracotta contro la madre della ragazza; in un’altra occasione ancora avrebbe preso a calci l’auto della ex, danneggiando il faro, per poi scagliarsi con un coltello contro l’amico che era con lei. E, ancora, telefonate e messaggi a ogni ora del giorno e della notte e minacce di morte come quella che l’avrebbe arsa viva.

La sentenza (le cui motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni) ha disposto anche il risarcimento di 5mila euro alla donna che si era costituita parte civile con l’avvocato Biagio Palamà.

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