Valesio, Indiana Jones salentino "pizzicato" a scavare nel sito storico

Ricerche archeologiche non autorizzate è il reato contestano un 68enne. Aveva portato metal detector, zappetta e puntatore

TORCHIAROLO – L’Indiana Jones salentino di strada non ne he fatta molta. A Valesio c’era arrivato in auto e, si presume, a caccia di reperti. Ma lugo la sua via, sul più bello, ha trovato, i carabinieri a sbarrargli il passo. A quel punto, nella saga diretta da Steven Spielberg, Indy avrebbe dato vita una serie di azioni mozzafiato: inseguimenti, combattimenti con la mitica frusta, improbabili salti fra un dirupo e l’altro. Ma il 68enne protagonista di questa vicenda, proveniente dalla provincia di Lecce, non avendo forse la tempra di Harrison Ford, ha preferito chiudersi nel mutismo, o quasi.

“Che ci fa qui?”, gli hanno chiesto i militari. Spiegazioni plausibili non ne sono arrivate. E così, le spiegazioni i carabinieri della stazione di Torchiarolo se le sono cercate da soli. Un metal detector, un puntatore e una zappetta, trovati nell'auto dell'uomo, hanno praticamente detto tutto. Ricerche archeologiche non autorizzate è il reato contestato. Non se ne sente parlare spesso: in materia, le violazioni sono contemplate negli articoli 175 e 176 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

I carabinieri, a Valesio (anticamente Baletum o Valesium, un sito che si raggiunge dalla strada statale 613 che collega Brindisi a Lecce) ovviamente non ci sono arrivati per caso. A chiamarli è stato il proprietario di un uliveto situato proprio nel sito dichiarato d’interesse archeologico nazionale con decreto ministeriale del 6 luglio 1973. Il 68enne aveva appena iniziato a scavare, dopo aver localizzato un punto preciso sul terreno. E la cosa è apparsa più che sospetta.

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L’area può effettivamente custodire nelle sue viscere ancora oggetti d’interesse e di un certo valore, per studiosi più o meno raffinati, considerando che qui, nel tempo, sono stati rinvenuti insediamenti dall’età del ferro fino all’alto medioevo. Ma vale la pena ricordare che le ricerche in tutti i luoghi d’interesse archeologico necessitano di un’autorizzazione specifica della Soprintendenza archeologica  delle belle arti e del paesaggio. In assenza, si rischia, come nel caso del 68enne, di ritrovarsi davanti ai carabinieri. Ed, eventualmente, anche a un giudice.   

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