Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Novoli

Torna in libertà il coltivatore professionale di cannabis. Per il gip: “Scarsi indizi”

Ha lasciato il carcere di “Borgo San Nicola”, Daniele Vitale, l'imprenditore 37enne di Novoli, arrestato venerdì sera perché il thc delle piante coltivate nella sua ditta specializzata in cannabis era risultato superiore ai limiti di legge

NOVOLI - E’ tornato in libertà Daniele Vitale, il 37enne di Novoli arrestato venerdì sera con l’accusa di aver coltivato nella sua azienda agricola, la “Salento Hemp Shop Valle della Cupa”, piante di marijuana con un thc superiore ai limiti consentiti dalla legge. Durante l’interrogatorio di convalida che si è tenuto questa mattina, l’imprenditore ha risposto alle domande fornendo una serie di indicazioni riguardo alla sua attività. All’esito del confronto, il giudice Cinzia Vergine ha ritenuto non vi fossero indizi sufficienti per giustificare la custodia in carcere.

In particolare, il titolare ha spiegato che il quantitativo di thc, il cui limite è dello 0,2 percento con tolleranza fino allo 0,6, può variare per diversi motivi, come quello climatico.

A disciplinare la materia è la legge numero 242 del 2016, e secondo l’interpretazione dell’articolo 4, comma 7, data dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Tobia Caputo, nella coltivazione professionale il superamento della soglia comporterebbe solo la distruzione degli arbusti, senza conseguenze penali per l’agricoltore.

Certo è che azienda, la “Salento Hemp Valle della Cupa”, che promuove "la coltivazione della canapa come risorsa rinnovabile, per un'agricoltura naturale, sostenibile ed innovativa”, vendendo anche prodotti tipici salentini e canapa italiana, era stata oggetto del sequestro di più di 600 piante, 550 in piena vegetazione, alte circa due metri, e altre 75 piante, in fase di essiccazione. Questo, in seguito ai primi accertamenti svolti dai carabinieri della sezione operativa del Nor della compagnia di Campi Salentina che, oltre agli arbusti, avevano sottratto alla ditta anche 17,2 chili di “erba” già confezionata in buste.

Prima della visita degli uomini dell’Arma, il titolare ne aveva ricevuta una ben diversa nella sua azienda a Novoli, quella di Ornella Muti e della figlia Naike Rivelli, giunte nel Salento, lo scorso luglio, proprio per sostenere la legalizzazione della cannabis. A dichiararlo era stata quest’ultima in video e post spubblicati sui social nei quali annunciava di voler aprire l’associazione “Ornella Muti Hemp club”.

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