Cessate esigenze cautelari: libero ex comandante della polizia locale

Il gip ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata dal legale di Costantino Iorio, dal 28 agosto agli arresti domiciliari a Martano con le accuse di peculato, falso, soppressione, distruzione e occultamento di atti e falso

LECCE – E’ tornato in libertà l’ex comandante della polizia municipale di Martano, Costantino Iorio, 52 anni, arrestato con le accuse di peculato; soppressione, distruzione, occultamento di atti e falso. Il gip Cinzia Vergine ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata dal legale di Iorio (che si trova agli arresti domiciliari), l’avvocato Carlo Caracuta. Il giudice, infatti, ha ritenuto che fossero cessate le esigenze cautelari dopo che il 52enne è stato rimosso dal suo incarico.

Nel corso del lungo interrogatorio di garanzia Iorio ha confutato le imputazioni mosse nei suoi confronti, spiegando al giudice di non aver mai intascato alcuna somma di denaro pubblico. “Tutti i soldi incassati da me – ha dichiarato il comandante della polizia municipale – sono stati versati nelle casse comunali. Non so chi si sia appropriato del denaro mancante”.

Secondo l’ipotesi accusatoria il comandante si sarebbe appropriato del denaro che gli giungeva dai commercianti ambulanti che pagavano la tassa per l’occupazione temporanea di spazi e aree pubbliche con le loro bancarelle, tra fiere e feste paesane. Avrebbe intascato quasi 4mila euro, 3.904 euro per la precisione, ma che potrebbero essere molti di più. Questa è, infatti, solo la cifra che i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Maglie, insieme ai colleghi della stazione di Martano, hanno potuto constatare come prova del reato.

La svolta nell’indagine è avvenuta grazie all’acquisizione documentale disposta dal pubblico ministero, che ha consentito ai carabinieri il via alle perquisizioni e ai sequestri di documenti, bollettari, per esempio, presso il comando della polizia locale di Martano. E agli investigatori sono emerse subito numerose irregolarità nella gestione degli introiti comunali relativi ai pagamenti delle tasse di occupazione di suolo pubblico.

Secondo quanto contestato dall’accusa, nel periodo in cui il 52enne ha iniziato a ricoprire la carica, vale a dire febbraio 2012, fino allo scorso maggio, avrebbe intascato dai commercianti che occupavano suolo pubblico con le loro bancarelle, varie somme. Nello specifico, durante le feste organizzate a Martano come la fiera della Candelora, la festa della Madonna dell’Assunta e finanche per il festiva de La Notte della Taranta, avrebbe ricevuto denaro per il pagamento della tassa che sarebbe finito direttamente nelle sue tasche, senza utilizzare il bollettino postale, come invece sarebbe dovuto avvenire, anziché nelle casse comunali.

Vero è che Iorio rilasciava al commerciante la regolare ricevuta di pagamento staccata dai bollettari comunali, salvo poi disfarsene. Molti di questi bollettari, infatti, non sono stati mai rinvenuti. Ma le bollette rilasciate dal comandante della polizia locale ai commercianti, quelle sì. Gli stessi che i carabinieri hanno rintracciato attraverso vari elenchi di partecipanti alle fiere. Sono stati proprio quei commercianti a consegnare in seguito alla polizia giudiziaria le ricevuta di avvenuto pagamento consegnata loro da Iorio. Il quale, piuttosto che ricevere le somme per mano, avrebbe dovuto veicolare attraverso i bollettari perché poi venissero versate all’ufficio economato del Comune di Martano.

Cifre confutate e contestate da Iorio e dal suo difensore che, attraverso riscontri documentali e cartacei, sono pronti a dimostrare che non solo il comandante ha sempre versato il denaro nelle casse comunali, ma che neanche un centesimo è stato intascato illecitamente.

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