Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Stadio / viale Alberto Sordi

Tornano a casa e la trovano svaligiata: furto di preziosi per 50mila euro

La disavventura per una coppia di commercianti leccesi residente nel complesso Agave. I ladri sono riusciti ad entrare senza segni apparenti di effrazione, portando via gioielli e due computer. Un altro furto nei giorni scorsi a San Cataldo, con malviventi feriti

Palazzine nel rione Agave.

LECCE – Un colpo quasi magistrale. E nessun segno evidente d’effrazione. Un vero rompicapo per gli investigatori della scientifica della polizia. Che sono a caccia di elementi utili, come impronte digitali o altri segni, per cercare di tracciare un profilo della banda di ladri che ha messo a segno l’ennesimo furto in un’abitazione del capoluogo.

La brutta scoperta è avvenuta nel pomeriggio. Quando i proprietari sono tornati a casa, hanno subito capito di aver ricevuto “visite”, gettando un’occhiata oltre la porta d’ingresso. Ignoti l’avevano svuotata dei beni più preziosi. E se non è un bottino da capogiro, poco ci manca. Il valore approssimativo, infatti, potrebbe superare i 50mila euro, fra gioielli e altri oggetti.

Il furto è avvenuto in viale Alberto Sordi, in una delle palazzine di recente costruzione del complesso residenziale noto come “Agave”, che sorge fra la rampa d’accesso alla tangenziale provenendo da viale della Cavalleria, e via Merine. Una zona che non di rado torna nelle cronache, proprio per i furti in appartamento. Nel novembre dello scorso anno, per citare un episodio che ebbe una certa risonanza, non venne risparmiato nemmeno quello di un ispettore di polizia, temporaneamente all’estero.

I proprietari di casa, commercianti, erano invece a Lecce e si sono accorti il giorno stesso di essere rimasti vittime di un furto. Erano le 16,30 quando hanno fatto rientro. Per rendersi amaramente conto che è bastata l’assenza di poche ore, perché i malviventi riuscissero a introdursi nell’atrio, salire al primo piano, aprire la porta e infilarsi dentro. Poi, in pochi minuti, hanno messo a soqquadro gli ambienti, ricavando dal “colpo” due personal computer, ma, soprattutto, preziosi. E tanti. Si parla di gioielli per circa 50mila euro, custoditi in cassetti nella stanza da letto. Ed è tutta refurtiva che non gode di copertura assicurativa.

Identificare i ladri non sarà opera semplice. Non vi sono telecamere di videosorveglianza, nell’area, né sembra che vi siano testimoni oculari di movimenti sospetti o facce estranee nel quartiere. Ma è facile dedurre che i malviventi conoscessero le abitudini di chi abita in quell’appartamento, e persino che potessero avere sentore di ricavarne un bottino discreto. E, quasi eterei come fantasmi, sono riusciti a infilarsi nel portone e poi via, con il malloppo.

foto-102-19Per far scattare i cardini della serratura, i modi sono diversi. Un’ipotesi – remota, ma mai da sottovalutare - è che possanno essersi procurati una copia delle chiavi. Le tecniche, però, sono varie e molte sono note alle forze di polizia. Fra le più diffuse, quelle che prevedono l’impiego di sottili schede magnetiche o, meglio ancora, di meno rigidi parti di plastica, ricavate da comuni bottiglie di aranciata. Abbastanza resistenti e, nel contempo, flessibili, per aprire le porte blindate, se lasciate prive di mandata.

Una cosa è certa: i ladri sono sempre più veloci e difendersi non è facile. Fatto inedito, sebbene accaduto nei giorni scorsi, riguarda una giovane coppia leccese, a San Cataldo, in una traversa proprio all’ingresso della marina, dove vivono solo in via momentanea, in attesa di una sistemazione stabile nel capoluogo.

I malviventi si sono presentati per ben due volte. Nella prima occasione, hanno forzato l’ingresso con qualche oggetto, come un cacciavite, ma si sono accontentati di poco. Nella seconda, molto più recente, hanno infranto una finestra, finendo persino per tagliarsi e sporcare di sangue i pavimenti, non desistendo neanche di fronte ad una ferita e finendo per rubare tutto quello che hanno potuto, compresi computer e persino abiti. E pensare che i proprietari si erano allontanati da casa per poco tempo. Erano andarti a Lecce, per svolgere una commissione veloce, e rientrare subito dopo. In una ventina di minuti di orologio, è sparito tutto.  

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