Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Tornano le ruspe. Buttata giù la villa sulla collina

Prosegue il ciclo degli abbattimenti delle abitazioni abusive disposto dalla Procura. Demolita una villa lussuosa di 250 metri quadri in località Li Specchi vicino Torre Suda. Già 80 edifici "scovati"

Tempo scaduto, e la casa, o meglio la villa lussuosa, va inesorabilmente giù. Alla fine le ruspe sono arrivate. Siamo in agro di Racale, contrada "Li Specchi", sulla collina panoramica che sovrasta il paese e gli oliveti del Sud Salento, e ad un tiro di schioppo dalla marina di Torre Suda. Il ciclo degli abbattimenti disposti dalla Procura di Lecce in attuazione del progetto pilota anti-abusivismo (che prevede di radere al suolo tutti i manufatti e gli immobili riconosciuti per l'appunto abusivi con sentenza di condanna definitiva), riparte da qui. Ruspe, o meglio caterpillar in azione già da sabato pomeriggio e anche questa mattina sulla dorsale sud, tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca, per radere al suolo le ferite edilizie nell'area collinare di Racale e definitivamente dichiarate illegittime.

L'intervento di demolizione di questa mattina si è svolto con la direzione del procuratore aggiunto Ennio Cillo e sotto il controllo degli agenti del commissariato di polizia di Gallipoli (diretti da Emilio Pellerano), i carabinieri della stazione locale, la municipale, personale tecnico dei vigili del fuoco e del Comune, ed ha portato all'abbattimento di una villa lussuosa di circa 250 metri quadri, edificata in contrada Li Specchi, e rifinita di tutto punto. Secondo quanto riferito dalla Procura di Lecce l'immobile è stato realizzato a dispetto di ogni norma di legge e proseguita nonostante l'ordine di sospensione dei lavori, due sequestri e due violazioni dei sigilli (per le quali sono intervenute le relative condanne).

La costruzione realizzata dalla proprietaria, una 40enne del posto sposata e legalmente separata dal marito con due figli carico di 14 e 9 anni, era utilizzata come dimora abituale da quella famiglia. A nulla sono valse in questi anni le opposizioni alla esecuzione della demolizione della villa. Rigettata, infatti, ogni richiesta di condono sia da parte degli uffici comunali competenti che dai responsi della cause in tribunale e anche dagli appelli alla corte di Cassazione. Per altro gli occupanti si erano trasferiti nella villa (dotata di tutti i comfort, rifinita sia esternamente che all'interno, con arredi, pavimentazione e recinzione in muratura e cancellate) e ben dopo l'avviso e l'ordine di demolizione. La proprietaria e la sua famiglia, non hanno opposto particolare resistenza all'esecuzione del provvedimento, agevolando il lavoro della Procura e delle forze dell'ordine.


Nell'ambito del programma delle demolizioni delle costruzioni abusive con sentenza di condanna passata in giudicato, sono già ottanta gli edifici sui quali si è abbattute la scure della Procura. E non finisce qui. Le opere di abbattimento della villa sulla collina di Racale, così come le altre, non sono state eseguite più, come in passato, dal Genio civile, ma da una delle venti aziende locali dalle quali la Procura ha ottenuto la disponibilità per effettuare le azioni a prezzi contenuti. Le ditte in questione di norma sono indennizzate dai Comuni di riferimento, i quali potranno attingere e anticipare le risorse dal fondo di 50 milioni di euro attivato presso la cassa depositi e prestiti, per poi rivalersi sui contravventori.

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