Cronaca

Motore in avaria, scafisti in fuga a piedi lasciano gommone e 150 chili di marijuana

Un pescatore ha messo in allerta la guardia di finanza, questa mattina, quando ha visto un'imbarcazione in difficoltà e due uomini abbandonarla e fuggire a piedi. Sotto sequestro un grosso carico di droga, forse proveniente dall'Albania. Degli scafisti, però, nessuna traccia

Un carico di droga sequestrata (foto di repertorio).

LECCE – Tre pattuglie a scortare una camionetta. Dentro, un voluminoso carico di marijuana sotto sequestro. In tanti hanno visto passare nelle vie del centro di Lecce i veicoli della guardia di finanza, a tutta velocità, con le sirene spiegate. Erano circa le 11,30 della mattina di Pasqua. La corsa, tagliando in due il centro cittadino, provenienti dalla costa, era verso la caserma “Miccoli”, sede del comando provinciale, nel cuore del borgo antico.

Fra turisti e passanti che si stavano addentrando nei vicoli barocchi, lesti a gettare occhiate incuriosite, i militari a lavorare di buona lena per infilare nel loro deposito ben 450 chili di droga da poco sbarcata, racchiusa in involucri. Alcuni pure “marchiati”, contraddistinti dal simbolo della pace.   

Dietro, c’è una storia che sembra tratta da un film, anche se tutti i dettagli non sono ancora noti. Non è stato, infatti, il solito carico rinvenuto nascosto fra dune e boscaglia durante una battuta di routine. Piuttosto, tutta la vicenda è emersa in maniera un po’ insolita quando un pescatore ha adocchiato nei pressi delle coste salentine, nella zona di Casalabate, marina di Lecce un gommone che sembrava in difficoltà. In effetti, il motore era in avaria.

I due uomini erano ancora vicini alla riva e, forse anche perché accortisi di essere sotto sguardi indiscreti e in preda allo stress per quel motore che non voleva saperne di ripartire, dopo aver lasciato il loro carico, hanno dovuto battere in ritirata, fuggire con gli abiti fradici, gonfi di acqua marina, fra le spiagge, nella mattina assolata, e scampare così alle manette che di lì a poco avrebbero rischiato di ritrovarsi strette ai polsi. Il fatto ha ovviamente insospettito il pescatore, e così sono partite le telefonate che hanno messo in allerta i finanzieri.

I militari, giunti nella marina, nel punto dello sbarco, hanno ritrovato il gommone e la droga, che sono stati posti sotto sequestro, ma non i due fuggitivi.

Forse si tratta di albanesi. E’ più che lecito pensare che possano avere qualche aggancio sul territorio, magari proprio fra gli uomini che attendevano la “merce”, e che ora dovranno fornire riparo a chi l’aveva pocanzi traghettata. Diversamente, è difficile credere che possano nascondersi a lungo. Le ricerche sono in atto.

E’ evidente, ad ogni modo, la scelta del giorno festivo, nella speranza che fossero depotenziati i pattugliamenti lungo i litorali. Così com’è evidente che il Salento, per la sua posizione geografica strategica, resterà forse per sempre uno dei più importanti snodi dei traffici illeciti, nonostante i duri colpi inferti negli anni al narcotraffico e alle organizzazioni che criminali che gestiscono i viaggi clandestini dei migranti. Una tappa forzata, quasi, con la droga e gli stessi migranti che, spesso, qui, sono solo di passaggio.  

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