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Scorcio di Torre Lapillo.

Scorcio di Torre Lapillo.

Ricercato, si nascondeva in una villetta nella marina con armi e munizioni

Cosimo Miggiano, 40enne di Muro Leccese, è stato rintracciato da Squadra mobile e finanzieri del Gico. Pistole e caricatori erano sotto il lavabo. Aveva anche cinque cellulari

PORTO CESAREO – Determinato più che mai a non farsi rintracciare, Cosimo Miggiano, 40enne pregiudicato di Muro Leccese, aveva trovato riparo in una villetta di Torre Lapillo, marina di Porto Cesareo. E qui si era asserragliato con armi e munizioni. A stanarlo sono stati gli investigatori della Squadra mobile e i finanzieri del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria. L’arresto risale a sabato, ma la notizia è stata resa nota oggi.

Su Miggiano pendeva un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Bari per un residuo di pena da scontare. Ma era ormai uccel di bosco da diverso tempo ed era riuscito a trovare rifugio in un immobile sulla costa jonica. Tuttavia, poliziotti e finanzieri sono riusciti a individuarlo. Così, dopo aver avuto certezza del nascondiglio, hanno cinturato l’area, bloccando ogni eventuale via di fuga, e hanno fatto irruzione. Colto di sorpresa, Miggiano non ha opposto resistenza.

Pistole e munizioni sotto il lavabo 

L’immobile, un fabbricato su due livelli, è stato perquisito da cima a fondo. E le scoperte non sono mancate. Al di sotto del mobile del lavabo, in cucina, dentro una busta di cellophane, c’erano una pistola Taurus PT92AFS calibro 9x21 priva di caricatore e con matricola abrasa, un caricatore bifilare rifornito con otto cartucce calibro 9x21; un altro caricatore bifilare con nove cartucce calibro 9x21; un revolver calibro 6 privo di matricola e avvolto in uno straccio, una cartuccia calibro 38 Special, una scatola contenente 22 cartucce sul cui fondello è impressa la serigrafia “Velo dog GFL” e un involucro di cellophane contenente dieci cartucce calibro 9x21. Tutto, ovviamente, sequestrato.

E non solo. Sul tavolo della cucina Miggiano conservava cinque telefoni cellulari, che sono ora al vaglio degli investigatori e 2mila e 550 euro in contanti, in banconote di vario taglio, tutti sottoposti a sequestro. Oltre all’ordine di carcerazione notificatogli, l’uomo è stato dichiarato arresto in flagranza per detenzione di armi clandestine e munizionamento. Su disposizione del pubblico ministero, Alberto Santacatterina, il 40enne è stato condotto in carcere, a Lecce. Le indagini, ovviamente, proseguono per scoprire i fiancheggiatori. 

Un nome legato a "Orione"

Nel caso per il quale è stato catturato nei giorni scorsi (e per cui lo cercavano da una settimana), l'uomo deve scontare una pena residua di un anno e quattro mesi per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, fatti avvenuti in passato. Ma quello di Miggiano non è certo un nome qualunque. Nel 2019 è stato condannato in primo grado a 14 anni e quattro mesi di reclusione, nell’ambito dell’operazione “Orione”, a suo tempo condotta dai carabinieri della Compagnia di Maglie, su un vasto traffico di sostanze stupefacenti condotto da due sodalizi, il primo retto da Vincenzo Amato, di Scorrano, il secondo da Paolo Guadadiello, di Torchiarolo. In quest’ambito, Miggiano sarebbe stato punto di riferimento del secondo gruppo, sia nel rifornimento delle sostanze stupefacenti, sia nel sostentamento dei sodali già arrestati e delle loro famiglie.  

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