Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

La Procura invia le ruspe, buttata a terra un'altra villetta abusiva a Torre Lapillo

L'abitazione, di circa 70 metri quadrati, sorgeva nell'anonima via A2, nella marina di Porto Cesareo, e non aveva nemmeno l'allaccio per l'energia elettrica. Si tratta della seconda ordinanza fatta eseguire in cinque giorni nella zona della litoreane ionica, fra le più colpite dal fenomeno

L'abitazione demolita (foto di Antonio Quarta).

TORRE LAPILLO – Prosegue la lenta, ma nello stesso tempo inesorabile, offensiva della Procura di Lecce contro l’abusivismo edilizio. Una battaglia di cui si sta facendo artefice in primis il procuratore aggiunto Ennio Cillo. Questa mattina è stato eseguito un nuovo abbattimento di un’abitazione costruita senza autorizzazioni e per la quale pendeva un’ordinanza ormai divenuta definitiva.

Si tratta di un immobile sorto a Torre Lapillo, nell’anonima via 2°, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Diverse strade della marina di Porto Cesareo, zone edificate più o meno di recente, non hanno ancora una denominazione. Ed è anche qui, nell’entroterra, che sono nate nel tempo villette abusive. A volte, soltanto cubi di cemento che non hanno nemmeno un affaccio sul mare. Proprio come in questo caso.

L’immobile è di proprietà di Giuseppe Massimo, 74enne originario di Caserta, ma da anni residente nel Salento. La villetta, una settantina di metri quadrati circa di ampiezza, venuti giù sotto i colpi delle ruspe. L’immobile in questione non aveva nemmeno l’allaccio per l’energia elettrica. Il che ha reso inutile la presenza dei tecnici dell'Enel, pur giunti in supporto ai lavori di demolizione.

Questa mattina, per garantire l’ordine pubblico nel corso delle operazioni, c’erano agenti di polizia del commissariato di Nardò, carabinieri della compagnia di Campi Salentina e della stazione di Porto Cesareo, polizia municipale, funzionari dell’ufficio tecnico di Porto Cesareo, della capitaneria di porto, mentre in sede hanno collaborato l’ufficio demolizioni e la sezione di polizia giudiziaria della forestale. Sul posto, per ragioni di sicurezza, una squadra di vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce. 

Ora, di quella casa estiva in mezzo ad un nugolo di altri immobili, resta soltanto un cumulo di pietre separate dalla via attraverso alcune transenne.

L’esecuzione della sentenza di condanna, risalente al 2008, in un giudizio nel quale era costituito parte civile il Comune di Porto Cesareo, è stata possibile dopo l’anticipazione dei fondi da parte della Regione Puglia, come previsto dalla Legge Regionale 15/2012 per i Comuni che non provvedano ad anticipare le somme (che restano comunque a carico del proprietario della costruzione demolita).  

Le operazioni di demolizione si sono svolte anche con la collaborazione del proprietario che ha provveduto a smontare e rimuovere gli infissi. Solo cinque giorni addietro, sulla stessa litoranea ionica (fra le aree più colpite negli anni dal fenomeno), è stato tirato giù un altro immobile di 75 metri quadrati, sorto a Torre Uluzzo, nel comprensorio di Nardò, nel cuore del parco di Porto Selvaggio. Un altro piccolo tassello, dunque, nel tentativo di ripristino della legalità in un territorio sfregiato per troppo tempo.       

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