Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Strada provinciale Nardò-Avetrana

Appartamenti invece di un centro commerciale. E scatta il sequestro

L'operazione è stata condotta dai militari della guardia di finanza della compagnia di Lecce, a nord della marina di Torre Lapillo: cinquantatré mini abitazioni estive edificate laddove dovevano sorgere negozi e relativo deposito

Foto di Antonio Quarta.

TORRE LAPILLO (Porto Cesareo) – Lo spazio dedicato ad un centro commerciale? Trasformato in miniappartamenti, da affittare ai turisti amanti del litorale jonico.

Ben cinquantatre, in tutto, sono le abitazioni estive finite sotto la lente degli investigatori, che si sommano alle ventisette edificate secondo quanto stabilito dal piano regolarmente autorizzato nel 2007. E così sono scattati i sigilli per quella parte di complesso che sarebbe stato costruito in maniera difforme, rispetto a quanto realmente previsto. Ovvero, svolgendo una variante che non avrebbe mai potuto ottenere approvazione. Questo, almeno, è quanto contestato dalla compagnia di Lecce della guardia di finanza di Lecce, dopo una serie di serrate indagini.

Le operazioni di sequestro sono partite già nei giorni scorsi e sono terminate oggi, in località Chiusurelle, a nord di Torre Lapillo (marina di Porto Cesaeo), località raggiungibile attraverso la strada provinciale Nardò-Avetrana. L’indagine è stata svolta dalle già citate “fiamme gialle” leccesi, comandante dal capitano Laura Patriarca, insieme con la brigata di Porto Cesareo e dopo approfondimenti presso l’ufficio tecnico comunale di Porto Cesareo.

Si tratta dell’epilogo di un’inchiesta scaturita da una verifica fiscale eseguita nei confronti di una società di costruzioni con sede a Lecce, di cui è indagato l’amministratore, Salvatore Manni, 60enne di San Pancrazio Salentino.

Le unità abitative sarebbero state ricavate all’interno di un immobile preesistente, in un’area estesa oltre 4mila metri quadri, al piano terra e al piano seminterrato. I luoghi che erano deputati, appunto, ad accogliere, rispettivamente, un centro commerciale e il relativo deposito. L’intera struttura è celata dietro una siepe di circa 3 metri.

Il decreto di sequestro preventivo è stato firmato dal giudice per indagini preliminari presso il Tribunale di Lecce, Paolo Cazzella. Il procedimento è stato coordinato dal sostituto procuratore Emilio Arnesano.

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