Peschereccio nelle secche, a bordo otto egiziani. "Noi in fuga dalla Libia"

Pescatori dispersi o fuggitivi? Sono solo alcune delle domande del pool interforze antimmigrazione. Non consueti il mezzo impiegato, il numero e la nazionalità. Sono arrivati a Torre Pali di notte. Ricerche di eventuali scomparsi in mare

TORRE PALI – Gli investigatori del pool interforze antimmigrazione della Procura di Lecce lo stanno trattando, tecnicamente, come uno dei tanti sbarchi che si susseguono da anni sulle coste salentine. Dopo le segnalazioni di abiti trovati bagnati sulla spiaggia, le ricerche, quindi il rintraccio, infine il trasporto al centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto.

Questo, per ora. Perché in verità, rispetto a tutti gli altri episodi registrati negli anni, le anomalie sono davvero tante. Dal tipo di imbarcazione (un grande peschereccio), al numero di stranieri scovati (appena otto), fino alla nazionalità: egiziana. Così si sono dichiarati gli stranieri, tutti uomini, in buone condizioni di salute e solo infreddoliti e un po’ spaesati, e la nazionalità è stata accertata nelle ore successive. Insieme a un altro aspetto, ulteriore, e di particolare interesse: hanno specificato, infatti, di essere pescatori, partiti in origine dal porto di Alessandria d’Egitto, ma di essere scappati dalla Libia, dove lavoravano, forse dopo aver subito pressioni o minacce.

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Come e perché siano finiti nelle acque salentine, non è chiaro, come molti altri elementi che ruotano attorno a questa vicenda. E non solo. Si teme anche che il mare possa aver risucchiato qualcuno che era a bordo, durante l’avvicinamento alla riva, non certo dei più semplici, a causa delle secche. Tanto che sul posto sono stati inviati i vigili del fuoco, con sommozzatori e un elicottero partito da Bari per le perlustrazioni nello specchio d’acqua. Elicottero che, nel pomeriggio, ha dovuto fare rientro. Le condizioni meteorologiche non solo delle migliori e anche la motovedetta della guardia costiera smistata dalla capitaneria di porto ha ovvie difficoltà ad avvicinarsi all’imbarcazione.

L'avvistamento alle 8 del mattino

Tutto è iniziato attorno alle 8 del mattino con una segnalazione da Torre Pali, marina di Salve. Tanto che è stato attivato il consueto protocollo della Prefettura. La capitaneria di porto ha inviato una motovedetta nei pressi del punto dell’approdo (o meglio, dell’incagliamento), l’Isola della Fanciulla, i mentre i carabinieri dipendenti dalla compagnia di Tricase e i militari della guardia di finanza hanno iniziato le ricerche via terra.

I primi tre stranieri sono stati rintracciati ancora nelle vicinanze di Torre Pali. Gli altri cinque, invece, di strada, a piedi, ne avevano fatta parecchia. Li hanno trovati nei pressi di un’area di servizio della statale 274, nella zona di Presicce. Si presume, dunque, che lo sbarco sia avvenuto nel corso della nottata e che poi i sedicenti egiziani si siano divisi in gruppi.

Video | Un elicottero dei vigili del fuoco per le ricerche

Ma cos’è successo, realmente? E chi sono gli otto stranieri? A giudicare dal numero, non è inverosimile che gli egiziani siano realmente i componenti di un equipaggio di pescatori, finiti di molto fuori rotta, anche se ci si aspetterebbe in simili casi qualche richiesta di soccorso. Tant’è. Anche le modalità di approdo hanno più la parvenza di un incidente. Il peschereccio, infatti, lungo una ventina di metri, si è arenato nella zona delle secche, dopo aver affrontato il mare grosso. E per il momento, visti venti e correnti, sarà difficile recuperarlo. Bisognerà attendere un tempo più clemente. Forse, previsioni alla mano, le operazioni potrebbero entrare nel vivo fin dal mattino di lunedì.  

“Siamo fuggiti dalla Libia”

Pescatori, dunque, come si sono dichiarati, e in fuga dalle coste libiche, in questo periodo storico non proprio fra le più tranquille? Per ora, si sa che gli otto stranieri non sono mai stati identificati prima in Italia. E, non essendo stati rintracciati a terra, nel corso delle ore, soggetti di altre nazionalità, sembra davvero che non trasportassero il consueto carico di migranti, spesso intere famiglie con bimbi al seguito, il più delle volte di origini mediorientali.

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Le coste nordafricane, poi, sono lontane, certo, rispetto a quelle greche e albanesi. Ma almeno fino al 2012, si sono verificati diversi episodi di sbarchi usando proprio grossi pescherecci (e spesso provenienti dall’Egitto). Trasportavano, però, gruppi eterogenei e molto numerosi (una volta furono trovati addirittura 136 trasportati in un singolo viaggio). Un fenomeno all’improvviso cessato, tanto che sono rimaste a livello statistico solo le consuete rotte balcaniche, con trafficanti che, di solito, affrontano il Canale d’Otranto per sbarcare sui litorali adriatici, arrivano al Capo di Leuca, o lo circumnavigano in direzione delle coste joniche, con potenti gommoni e yacht (storia a parte la nave Blue Sky-M, giunta a Gallipoli nel 2014 con quasi 800 migranti).

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Occorre verificare la rotta

E allora, gli otto rintracciati di oggi sono veramente dei dispersi dopo una fuga dalla Libia, si sono allontanati per qualche altro motivo dalla loro terra d’origine sfruttando quell’imbarcazione o nascondono ulteriori segreti? Tutte domande per le quali il pool intende trovare una risposta. E, intanto, occorrerà anche recuperare la barca, per una verifica approfondita a bordo. Soprattutto, bisogna ricostruire la rotta seguita in mare, attraverso la strumentazione, e capire se vi sia un fondamento di verità in quanto dichiarato dagli egiziani, circa la fuga repentina dalla Libia e il pericoloso approdo a Torre Pali, sfiorando il naufragio.

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