Ulivi abbattuti, ma il piano Silletti non c'entra: la furia selvaggia dei ladri

Un danno patrimoniale da circa 20mila euro, ma affettivo per i proprietari e culturale per la comunità inestimabile. La scoperta nel tardo pomeriggio di ieri nelle campagne fra Torre Rinalda e Parco Rauccio. Oggi la denuncia ai carabinieri

Nelle foto: il cimitero di ulivi.

LECCE – Il discusso piano Silletti, questa volta, non c’entra niente. Quegli ulivi in foto hanno perso per sempre tutta la loro vitalità, ma la xylella fastidiosa non li ha nemmeno sfiorati. Fino a pochi giorni addietro erano rigogliosi e produttivi patriarchi della terra all’interno di due poderi nelle campagne fra Torre Rinalda e Parco Rauccio, in agro di Lecce.

Ci ha pensato la mano dei ladri, armata di motoseghe, a fare strage, riducendo i tronchi in ceppi. Ottenendo legna da rivendere per un valore approssimativo di 2-3mila euro, ma producendo un danno effettivo che si aggira fra i 14 e 20mila euro e, soprattutto un altro, affettivo inestimabile. Dietro vi sono generazioni di lavoro perdute. Un patrimonio privato, certo, ma in buona sostanza collettivo, per ciò che gli ulivi secolari rappresentano per il Salento. Ne sono fra i simboli più veraci, insieme alla terra rossa da cui si slanciano annodandosi su stessi, creando forme uniche, sculture naturali.

Su quattordici alberi espiantati, il danno più rilevante è di un’unica famiglia, che n’era titolare di ben dodici. Una coppia di 50enni, proprietari del fondo, e il loro figlio che oggi è il conduttore di quel terreno, hanno fatto la scoperta nel tardo pomeriggio di ieri. Ed è stato come subire una fitta al cuore. Di fronte ai loro occhi s’è presentato un panorama desolante di tronchi spezzati in modo selvaggio.

I ladri si sono presentati nel cuore della notte. Forse quella fra il 7 e l’8 dicembre o nella seguente, considerando l’ultima visita in loco. I segni della devastazione, ovunque. La banda ha usato un trattore piuttosto grosso con un rimorchio per il trasporto. Le tracce dei cingoli erano ancora fresche nel terreno umido. Ai proprietari non è rimasto altro da fare che presentarsi questa mattina presso i carabinieri del capoluogo per sporgere denuncia.

La speranza, in questi casi, è che si possano attuare controlli più serrati, mettendo in guardia anche il vicinato, in modo da cautelarsi il più possibile. Certo, il demanio di Lecce è vasto, le zone di campagne sterminate e spesso i fondi difficili da recintare per la loro stessa ampiezza. Però accade, e non di rado, che si riesca a cogliere sul fatto qualche malintenzionato, come successo qualche giorno addietro a Copertino.

Questi atti di barbarie allo stato puro, che avvengono ciclicamente quando si ripresenta il freddo e la legna da ardere nei camini va (è il caso di a dire) a ruba, si aggiungono nel difficile periodo attuale per gli agricoltori e i produttori ai casi di disseccamento, con tutto il noto e aspro dibattito sulle soluzioni da adottare. Se non è la voracità della xyella, è la brutalità degli umani. Per gli ulivi, un anno da dimenticare. 

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