Marijuana a Capodanno: 760 chili sulla costa, gli scafisti fuggono

Gommone abbandonato e squarciato per renderlo inutilizzabile. Lo stupefacente, in quaranta involucri, recuperato dai finanzieri leccesi nella marina di Torre Specchia Ruggeri

VERNOLE – Sbarchi a Capodanno, sbarchi tutto l’anno. Le avvisaglie di nuove ondate di traffici illeciti ci sono tutte. Alle prime ore del 31 dicembre, 169 migranti rintracciati a Marina Serra. E ieri, 1 gennaio, ecco spuntare anche un carico di stupefacenti. Marijuana, per la precisione. L’hanno trovata i finanzieri nella zona di Torre Specchia Ruggeri, nella parte di Vernole. L’altra fetta della marina, ricade sotto Melendugno.

Eventi separati, ovviamente, eppur legati da un minimo comun denominatore: il Salento, per la sua posizione geografica, continua a essere tappa fondamentale per la criminalità nelle sue speculazioni d’ogni tipo. E così, il Tacco d’Italia, a ondate alterne, è ora approdo di disperati in fuga, con il rischio sempre implicito che ci possano essere anche criminali infiltrati, ora di stupefacenti, a volte accompagnati anche da armi.

Ieri, le “fiamme gialle” del Gruppo di Lecce, hanno sequestrato ben 760 chilogrammi di marijuana. La droga, che molto probabilmente arriva dai Balcani, è stata trasportata con un gommone. Era imballata in quaranta involucri.

Si sospetta che i trasportatori abbiano notato i movimenti dei finanzieri. Durante la festività natalizie sono stati intensificati i pattugliamenti sulle coste, proprio in previsione di tentativi di sbarco. Quindi, dopo aver portato la droga sulla spiaggia e tentato di nasconderla tra le dune, sono fuggiti, tagliando le camere d’aria del gommone per renderlo inutilizzabile. E abbandonando il carico.

I militari a lungo hanno cercato di rintracciare gi scafisti. Invano. Anche se sono stati trovati una muta subacquea e un coltello con il quale si presume che sia stato squarciato il natante. Tutto il materiale sequestrato è stato posto a disposizione della Procura. Delle attività sono stati informati i sostituti procuratori Giovanni Gagliotta e Alberto Santacatterina, quest’ultimo della Dda di Lecce.

Il rintraccio è avvenuto intorno alle 8 del mattino. Si presume, dunque, che i trafficanti di droga siano arrivati verso l'alba e che abbiano iniziato ad accatastare gli involucri, in previsione dell'arrivo di uno o più veicoli per il trasporto verso la meta ultima. Il fatto stesso che siano scomparsi dalla zona molto rapidamente, lascia immaginare l'esistenza di una rete di complicità già presente in loco in grado di fornire supporto e nascondigli.

E perché sia stato distrutto il gommone, è presto detto. Sanno, i criminali, che dopo il sequestro e la definitiva confisca, simili mezzi, che hanno un valore notevole sul mercato, vengono poi il più delle volte reimpiegati, tramite donazione a scuole e associazioni. Insomma, un atto di sfregio. Non si spiega altrimenti. Come dire: non possiamo più usarlo noi, non ve ne gioverete neanche voi.  

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