Assalto nel centro commerciale: la lente degli inquirenti su possibili tracce di sangue

Le indagini, caute e discrete, concentrate su eventuali residui ematici nell'Alfa 147 sequestrata: se confermati, saranno comparati con la banca ministeriale del Dna

Un momento della violenta rapina

CAVALLINO – Prudenza sopra ogni cosa, specialmente prima di cantare vittoria. La ricerca dei rapinatori che, nel primo pomeriggio di lunedì, hanno seminato il panico all’interno del centro commerciale “Conad” di Cavallino, prosegue spedita. Ma cauta.  Dopo quel momento di follia, in pieno giorno e davanti a famiglie e bambini, gli investigatori dell’Arma sono alla ricerca di ogni minimo dettaglio, anche apparentemente superfluo, che possa suggerire spunti investigativi. Lo zoom, in particolare, si dilata soprattutto alla possibilità di eventuali tracce di sangue. Negli istanti immediatamente successivi alla rapina ai danni della gioielleria “Bluespirit” alcuni residui ematici sono stati rilevati dai carabinieri della sezione Investigazioni scientifiche.

Ma non è tutto: potrebbero essercene altre. I rilievi, infatti, sono concentrati sull’abitacolo dell’auto utilizzata dalla banda per la rapina: un’Alfa 147 poi abbandonata, ancora col motore acceso, nelle vicinanze del parco commerciale. Se quella eventualità fosse confermata, sommando tracce a quelle già esistenti, il lavoro dei carabinieri della stazione di Cavallino - guidati dal maresciallo Riccardo De Bellis – subirebbe un immediato salto in avanti. Tracce ematiche e biologiche in generale, infatti, possono essere comparate con quelle già archiviate all’interno della banca del Dna degli individui censiti a disposizione del ministero della Giustizia.

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Una speranza che sembra farsi strada e che sembra ridurre la distanza tra gli i carabinieri e quei quattro banditi incappucciati e armati di fucili e pistole. I componenti della banda, intanto, sono stati immortalati da diverse videocamere di sorveglianza installate in zona, oltre che dagli smartphone di alcuni testimoni: coraggiosi clienti del centro commerciale che, nascosti e accovacciati, hanno trovato il modo di immortalare le scene per poi consegnare tutto in caserma. Un altro degli aspetti sul quale si stanno concentrando gli inquirenti riguarda l’analogia con un colpo simile, messo a segno ai danni di un’altra gioielleria della stessa catena, sempre all’interno di un centro commerciale, ma in un’altra provincia della regione.  

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