menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Uno degli arrestati mentre viene portato via dai carabinieri.

Uno degli arrestati mentre viene portato via dai carabinieri.

Traffico di droga fra le province di Brindisi e Lecce, quarantotto indagati

I provvedimenti della Dda. Epicentro: Torchiarolo. Rilevanti le dichiarazioni dei collaboratori Gioele Greco e Alessandro Verardi. Diversi i salentini nei guai

BRINDISI – Dieci arresti, altri trentotto indagati piede libero. E’ l’esito di una vasta operazione dei carabinieri del comando provinciale di Brindisi che ha avuto come epicentro Torchiarolo, proprio al confine territoriale con Lecce, e che porta anche nel Salento. Lo spaccio di stupefacenti, infatti, si sarebbe svolto con ramificazioni ovunque, come sta diventando sempre più consueto nelle nuove dinamiche criminali, in cui sono saltate molte delle vecchie “barriere” territoriali e sanciti nuovi accordi.

Gli arrestati sono quasi tutti della provincia di Brindisi (e principalmente proprio di Torchiarolo). Giovanni Maiorano (35 anni) e Maurizio Maiorano (44) sono fratelli, titolari di un'officina. Poi ci sono Francesca Perrone, 31enne; Giuseppe Perrone, 44enne; Gianluca Maiorano, 33enne; Maurizio Lasalvia, 31enne; Andrea De Mitri, 35enne; Paolo Golia, 33enne; Massimiliano Lasalvia, 28enne.

Se è contestato in questi nove casi il reato associativo, c’è un decimo soggetto che, pur inserito nell’operazione, è stato arrestato in flagranza di reato. Si tratta di Simone Paiano, 22enne di Maglie. Collaborando i militari magliesi all’attività, come molte altre compagnie dei carabinieri della provincia di Lecce, nel corso di una perquisizione, l’hanno trovato con ventidue dosi di cocaina, per circa 16 grammi. Altri controlli si sono svolti nelle zone del Leccese tipicamente vicine al Brindisino, come quella di Squinzano, cui ha partecipato la compagnia di Campi Salentina.

Nella vicenda, che annovera come detto un totale di quarantotto indagati, spicca un dato su tutti, che sembra rafforzare proprio quella tesi sulle nuove dinamiche: nell'ordinanza, infatti, sono riportati anche stralci di verbali di collaboratori di giustizia. Dichiarazioni ritenute attendibili dagli investigatori nella ricostruzione dei movimenti degli stupefacenti, così come nella suddivisione dei singoli ruoli.

Va detto, a tal proposito, che non ci sono solo le dichiarazioni del brindisino Fabio Fornaro, detto “La Belva”, in carcere per un omicidio avvenuto nel comune messapico nel 2007, ma anche conoscenze riferite da due leccesi ben noti alle cronache: i Gioele Greco e Alessandro Verardi, tramite i quali si è sollevato il velo su molti altri fatti legati anche alla Sacra corona unita, in realtà come quelle di Lecce e hinterland, ma anche Gallipoli.

I reati contestati a vario titolo dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, ma anche plurime cessioni continuate di sostanze stupefacenti ed estorsione commessa con l’aggravante delle finalità mafiose. I dati sul blitz sono stati illustrati oggi presso il comando provinciale di Brindisi dei carabinieri dal procuratore Cataldo Motta.

Capo e promotore dell'associazione finalizzata al traffico di droga sarebbe Giuseppe Perrone, alias “Barabba”. Con la droga che sarebbe arrivata anche dal nord della Puglia, tanto che Andria sarebbe stata la piazza principale, raggiunta con due auto e un carro attrezzi nella disponibilità dei fratelli Maiorano, titolari di un'officina a Torchiarolo.

Al ritorno, l'auto di turno, imbottita di droga, sarebbe stata caricata sul carro attrezzi per raggiungere la provincia di Brindisi e poi smerciarla, partendo proprio dall’officina, senza destare troppi sospetti. I presunti sodali, facevano ricorso a termini in codice, spesie per telefono. “Cugino”, ad esempio, sarebbe stato l'equivalente di 5 grammi; “cugina” avrebbe indicato una quantità doppia; “zio”, invece, i 20 grammi. Tutto documentato da intercettazioni ambientali e telefoniche.

Fra gli indagati a piede libero, con posizioni che però si può supporre marginali, rispetto ai presunti promotori, vi sono diversi residenti in provincia di Lecce. Fra questi: Cesario Longo, 38enne di Tricase; Daniele Pantaleo Mazzeo, 51enne di Vernole, ma domiciliato a Melendugno;  Mattia Panico, 28enne di Galatina; Valter Marcellino Ricciuti, 51enne di Calimera.

I loro nomi compaiono nell’ordinanza fra coloro verso i quali la Dda aveva chiesto una misura cautelare, rigettata però dal gip Carlo Cazzella per assenza di gravi indizi di colpevolezza.  

In collaborazione con Brindisireport.it

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Salento da zona gialla: 81 nuovi casi ogni 100mila abitanti

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Attualità

    La questura informa: proroga permessi di soggiorno

  • Cucina

    Trìa, pasùli e mùgnuli: la ricetta della signora Laura

  • Fitness

    Rassodare il seno, ecco gli esercizi da fare

Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento