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Cronaca Nardò

Traffico e spaccio a Nardò, i 9 arrestati in silenzio davanti al gip

Si sono tenuti questa mattina gli interrogatori di garanzia nei riguardi delle persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri. Otto sono in carcere, una ai domiciliari

NARDO' - Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere i nove destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri dagli agenti della squadra mobile, del commissariato locale e del Reparto prevenzione crimine di Lecce e Siderno, nell’ambito dell’inchiesta sull’associazione che avrebbe monopolizzato il mercato della droga a Nardò.

Davanti alla giudice Giulia Proto che ha firmato il provvedimento, su sollecitazione della Procura, hanno taciuto: il presunto boss Roberto Longo, 55enne neretino; Roberto, detto “Robertino”, Giammarruto di 31 anni, ritenuto il braccio destro del primo, e la moglie, Chiara Marzano, di 28 anni; Fernando De Mitri, di 36; Giulio Falconieri, detto “Antaro” di 34; Alessio Fahrat, di 28 anni; Antony Fracella, di 31; Lorenzo Grillo, di 42; Sergio Spenga di 39 anni. Sono tutti in carcere, tranne quest’ultimo che è ai domiciliari.

Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, usura e violazione della legge in materia di armi.

Nello stesso procedimento risultano indagate a piede libero altre sei persone: Angelo Armenio, di 56 anni; Carlo Catasto, di 26; Matteo Gaballo, di 20; Alex Mazzarella, di 37; Gianluca Sanasi, 3di 5. Tutti di Nardò; Mirko Pagano, 37enne di Copertino.

Dalle indagini, condotte attraverso servizi di osservazione e intercettazione, è emerso inoltre come il gruppo utilizzasse metodi violenti contro debitori e contro chi svolgeva attività di spaccio senza chiedere autorizzazione o pagare una somma di denaro, il cosiddetto “punto”.

Fanno parte del pool dei difensori, gli avvocati Tommaso Valente, Andrea Frassanito e Giampiero Geusa.

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