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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca Ugento

Traffico e spaccio di sostanze stupefacenti a Ugento: in 23 rischiano il processo

Chiesto il rinvio a giudizio per i presunti componenti del gruppo accusato di aver gestito il mercato della droga, avvalendosi dell’uso delle armi e utilizzando metodo mafioso, tra il 2018 e il 2019. Stralciate due posizioni

UGENTO - Dovranno presentarsi il 4 maggio davanti al giudice Sergio Tosi i presunti componenti di un’associazione a delinquere che avrebbe fatto affari con il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti a Ugento, e nei paesi vicini, avendo disponibilità di armi, e a capo della quale ci sarebbe stato Vincenzo Minicozzi, 32enne ugentino.

Oltre a lui, la Procura Antimafia di Lecce ha chiesto il processo anche per altre 22 persone, stralciando solo due posizioni: quella di Pasquale Preite, 68enne ugentino, essendo ancora latitante, e quella di un 79enne di Ugento che nel frattempo è deceduto.

Al banco degli imputati, nell’aula bunker del carcere di Lecce, siederanno: Cristian Angelo Pierri, di 22 anni; Emanuel Giuseppe Pierri, di 25; Cosimo Luigi Catino, di 30 anni; Matteo Congedi, 37 di Ugento; Daniele Deiana, 30. Tutti di Ugento. Luigi Petrachi, 46 anni, e Radames Trianni, 30, di Torre San Giovanni; Katriel Scarcella, 23anni, e Michele Scarcella, 65, di Ugento; Annalisa Molle e Miriam Trianni, rispettivamente 29enne e 21enne, anche queste ugentine.

E ancora: Antonio Bleve, 45enne di Alliste, domiciliato a Ugento; Diego Antonio Caputo, 26enne di Melissano; Salvatore Caputo, 44enne di Melissano; Salvatore De Gaetani, 38enne di Ugento; Alessio Forte, 29enne di Ugento; Marco Manco, 33enne di Ugento; Fulvio Monsellato, 65enne di Ugento; Angelo Pizzi, 36enne di Ugento; Christian Ponzetta, 29enne di Melissano; Anselmo Antonio Trianni, 51enne di Torre San Giovanni (marina di Ugento); Silvia Urso, 36enne di Ugento.

Nessun passo indietro, in questi mesi di indagini, è stato fatto da parte degli inquirenti che continuano a contestare l’aggravante del metodo mafioso, che fu esclusa invece dalla giudice Simona Panzera nell’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso novembre nei riguardi di 13 indagati.

Stando all’inchiesta, al vertice del sodalizio ci sarebbe stato Minicozzi, che avrebbe svolto le attività illecite grazie all’aiuto di Emanuel Giuseppe Pierri, ritenuto il suo uomo di fiducia. Questo avrebbe partecipato all'attività di approvvigionamento della sostanza stupefacente, organizzato quella di spaccio, riportando le direttive imposte dal capo ai partecipi, adottato le decisioni relative alla individuazione di nuovi pusher, ceduto lui stesso droga e svolto anche il ruolo di "esattore" per recuperare i crediti, anche impiegando metodi violenti e intimidatori e controllando la raccolta dei proventi delle vendite.

Tra i componenti del gruppo, inoltre, ci sarebbero stati: Radames Trianni, Miriam Trianni, Annalisa Molle, Cosimo Luigi Catino, Matteo Congedi, Cristian Angelo Pierri, Luigi Petrachi.

A tutti gli altri coinvolti nello stesso procedimento sono contestati, a vario titolo episodi di spaccio, estorsioni, violenza privata, detenzione abusiva di armi, mentre ai due Scarcella, in particolare, è contestata l’accusa di lesioni aggravate dal metodo mafioso perché sono ritenuti responsabili di una violenta aggressione con calci, pugni e pistole, avvenuta il 13 aprile 2019 a Ugento.

A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati: gli avvocati: Paolo Cantelmo, Biagio Palamà, Mario Coppola, Ivan Feola, Ladislao Massari, Roberto D’Ippolito, Alberto Ghezzi, Rocco Vincenti, Ezio Garzia, Marco Macagnino, Francesca Conte, Francesco Fasano, Marco Caiaffa, Laura Petrachi, Marco Costantino, Veronica Merico, Mauro Margarito,

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