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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Traffico e spaccio di droga, arriva la sentenza: 29 anni di reclusione

Emesso il verdetto nel processo discusso col rito abbreviato nei riguardi dei cinque uomini accusati di aver gestito il mercato delle sostanze stupefacenti tra l’ottobre 2013 e l’aprile dell’anno seguente. Un’assoluzione

LECCE - Sono 29 gli anni di reclusione inflitti dalla giudice Simona Panzera nel processo col rito abbreviato ai cinque imputati finiti nell’inchiesta su un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti che si sarebbe avvalsa della complicità di un tredicenne, non solo per confezionare e custodire le dosi proprio in casa sua e spacciare. Il minorenne (oggi ventenne) che ha poi ottenuto la messa alla prova avrebbe preso parte anche ad altri delitti: un sequestro di persona e una rapina.

Le pene sono state di gran lunga inferiori a quelle invocate dalla pubblica accusa, rappresentata dalla pubblico ministero Carmen Ruggiero, in considerazione del fatto che la gup, in linea alla tesi difensiva, ha riconosciuto le ipotesi più lievi contestate ai reati di traffico e spaccio, con il risultato che per buona parte di questi sia intervenuta la prescrizione.

Queste le condanne: otto anni e quattro mesi di reclusione, più 3.400 euro di multa, sia a Pierpaolo Pizzolante, 31enne, coinvolto, lo scorso febbraio, nell’operazione Skipper su un traffico internazionale di droga, che a Graziano De Paola, 27enne; quattro anni e quattro mesi, più 1.200 euro di multa, a Ivan Calzolaro, 26enne; quattro anni, più 1.400 euro di multa a Luca Giunca, 28enne; Tutti di Acquarica del Capo; quattro anni e 18mila di multa ad Alessandro Esposito, 39enne di Tricase.

Assolto perché nel frattempo i reati sono andati in prescrizione Mirko Scotti, 26 anni, di Acquarica del Capo.

La sentenza ha imposto, inoltre, l’interdizione dai pubblici uffici, in perpetuo per Pizzolante e De Paola e per cinque anni per Calzolaro, Esposito e Giunca, e la libertà vigilata, a pena espiata, per tre anni ai primi due, e per un anno agli altri.

Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Tricase, non fecero luce solo su numerosi episodi di spaccio in un periodo compreso tra l’ottobre 2013 e l’aprile dell’anno seguente, ma anche su un sequestro di persona ed estorsione aggravata nei riguardi di un uomo ritenuto responsabile di essersi impossessato indebitamente di circa 50 grammi di cocaina e costretto a consegnarne 15. In particolare, il malcapitato sarebbe stato portato in una zona isolata e tenuto sotto scacco con un fucile a canne mozze per mezz’ora. I responsabili sarebbero stati De Paola, Pizzolante, Giunca, Calzolaro (nei riguardi del quale è caduta l’accusa nel processo) e il tredicenne.

Questi ultimi due, inoltre, stando all’inchiesta, avrebbero messo a segno una rapina, quella del 12 dicembre 2013 ai danni del bar tabacchi “Caffè d’Arte” di Acquarica del Capo.

Pizzolante era accusato anche di aver affittato immobili di proprietà o di cui aveva disponibilità a prostitute per svolgere l’attività di meretricio.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

A difendere gli imputati ci hanno pensato gli avvocati Silvio Verri, Biagio Palamà, Ladislao Massari e Gianluca Ciardo.

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