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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

Tragedia della Notte bianca, udienza: ennesimo rinvio

L'incidente il 5 dicembre del 2008. Vittime, una ragazza leccese, Sabrina Bozzi Colonna, e Massimo Scardia, di Squinzano. Slitta ancora l'udienza preliminare. L'università provvederà al risarcimento

LECCE - Ancora un rinvio nell'udienza preliminare per il terribile incidente avvenuto il 5 dicembre del 2008, in cui rimasero vittime una ragazza leccese, Sabrina Bozzi Colonna, di 22 anni, e Massimo Scardia, 34enne di Squinzano. In seguito a quella tragedia, la giovane ha perso l'uso delle gambe mentre l'uomo che quella sera si trovava accanto a lei, riportò lesioni piuttosto gravi, ma fortunatamente senza conseguenze.

Dinanzi al gup Antonia Martalò avrebbero dovuto presentarsi il dirigente responsabile del settore lavori pubblici del Comune di Lecce, Claudia Branca, 46enne leccese, il responsabile della struttura "Verde di Ateneo" Gaetano Carrozzo, 49anni di Salice Salentino, ed Antonio Pati, 52enne di Lequile, funzionario dell'ufficio "Verde Pubblico". Il reato ipotizzato dalla Procura è quello di lesioni colpose. Il gup Antonia Martalò ha disposto il rinvio, su richiesta delle parti, poiché l'Ateneo salentino ha intenzione di provvedere, su delega del rettore Domenico Laforgia, al risarcimento in favore delle due persone ferite.

Quella sera di quasi tre anni addietro, la Regione Puglia aveva organizzato la "Notte Bianca" e la città fu invasa dai i visitatori. Mentre i due giovani percorrevano via Adua a piedi, un grosso pino che si trovava all'interno del cortile dell'Ateneo si sradicò dal suolo per poi abbattersi rovinosamente, colpendo anche alcune automobili. Sul posto intervennero i vigili del fuoco del comando provinciale, che segarono i rami, ambulanze del 118 e agenti di polizia municipale. Ad avere la peggio la ragazza leccese, che, purtroppo, in seguito al drammatico incidente ha perso l'uso delle gambe.


La Procura accusa gli imputati di non aver portato a termine il progetto che prevedeva la sostituzione degli alberi di pino con piante più adatte all'area urbana, e il mancato monitoraggio dell'arbusto in questione, che, presentando radici irregolari e sporgendo pericolosamente sulla pubblica via, sarebbe dovuto essere abbattuto o quantomeno potato per alleggerirne le chiome. La ragazza è assistita dall'avvocato Francesca Conte.

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