Cronaca

Tragedie sul lavoro, il duro monito dei sindacati

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, esprimono "dolore e propria rabbia per l'ennesimo infortunio mortale in edilizia dell'operaio di Veglie". Al quale si aggiunge un secondo caso questa mattina

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LECCE - "Il 2011 si apre con una triste notizia che sconvolge il mondo del lavoro nella nostra provincia". Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, "esprimono il proprio dolore e la propria rabbia per l'ennesimo infortunio mortale in edilizia dell'operaio di Veglie, Claudio Liaci, 49 anni, accaduto nella nostra terra, in agro di Nardò, mercoledì 12 gennaio". Al quale si aggiunge il secondo caso in poche ore, avvenuto a Martano. Ironia della sorte amara, questo secondo incidente avveniva proprio mentre le segreterie provinciali dei sindacati inviavano la nota alle redazioni.

E dunque, forte è "l'appello alla società e alle istituzioni competenti perché intensifichino la vigilanza sui luoghi di lavoro per arginare il fenomeno degli infortuni in edilizia". Secondo le sigle sindacali, doveroso è "sensibilizzare anche le amministrazioni locali a vigilare di più sui lavori pubblici e privati, da loro stesse autorizzati. Il settore delle costruzioni non può permettersi di vedere calpestato il proprio valore umano né sul piano economico, né sul piano sociale".


Troppo alto il prezzo in termini di vite umane. "E' indispensabile che si privilegi la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro e venga favorita la cultura di impresa". Nel caso specifico del lavoratore di Veglie, "saranno la magistratura e gli organi competenti a stabilirne le modalità, le cause e le responsabilità - ricordano -; pur tuttavia dobbiamo denunciare, con insistente determinazione, i gravi ritardi e omissioni sul piano della qualità del lavoro nei cantieri e negli impianti fissi del Salento. Affermiamo, infine, che bisogna rinnovare con slancio gli obiettivi del percorso concertativo tra le forze sociali e istituzionali, ognuno per le proprie competenze, che, pur avendo conseguito dei risultati positivi, va decisamente rivalutato e rafforzato per ridimensionare drasticamente il fenomeno degli infortuni sul lavoro".

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