Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Traliccio via Taranto: "Urge rimozione dell'impianto"

Lecce: i consiglieri Pd a Palazzo Carafa Rotundo e Benincasa, facendosi portavoce del comitato di residenti per la rimozione del traliccio, interpellano il Comune e invitano Telecom ad eseguire lavori

LECCE - La Telecom avrebbe già da tempo programmato la rimozione del traliccio alto una trentina di metri a ridosso di via Taranto, a Lecce, nei pressi della rotatoria per viale Grassi, traliccio su cui insistono i ripetitori Rai e, pare, di alcune compagnie telefoniche. Ma il progetto di smantellamento, se questo fosse davvero nei programmi, i cui costi non sono certo poca cosa, pare ancora fermo.

E così, i consiglieri di opposizione del Pd a Palazzo Carafa, Antonio Rotundo e Carlo Benincasa, facendosi portavoce del comitato di residenti per la rimozione del traliccio - che si dicono preoccupati dei campi elettromagnetici sprigionati dai ripetitori - attraverso una interpellanza urgente al Comune di Lecce invitano "la Telecom a smantellare in via definitiva, con l'urgenza che il caso richiede, l'antenna di viale Taranto e nel contempo intimare alla stessa azienda il ripristino dello stato dei luoghi in quanto i lavori di potenziamento eseguito sono stati fatti senza la necessaria autorizzazione e con diffida all'esecuzione da parte dell'Ufficio Urbanistico del Comune".

Non solo. Rotundo e Benincasa chiedono inoltre all'amministrazione comunale di "individuare, ai sensi della sentenza del Consiglio di Stato del 26/08/2003 che ha riconosciuto, tra l'altro, la competenza dei Comuni, a pianificare urbanisticamente la localizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione nel tessuto urbano, creando un'area tecnologica, al di fuori del centro abitato ove installare tutti gli impianti presenti in moltissime zone della città, dando così una risposta alle reali preoccupazioni dei cittadini".


Intanto i residenti di viale Taranto, si sono costituiti in un comitato contro l'antenna proprio perché, a loro dire, sarebbero stati eseguiti lavori di potenziamento senza la necessaria autorizzazione dell'Ufficio Tecnico comunale e pertanto avrebbero diffidato lo stesso ufficio. "L'antenna di viale Taranto - si legge nella nota a firma dei due consiglieri - è installata in una zona densamente popolata e i cittadini sono fortemente preoccupati per la loro salute. Pertanto - aggiungono - si rende necessario ed urgente da parte dell'amministrazione comunale dare risposte alle giuste proteste dei cittadini e individuare un piano per la creazione di aree tecnologiche, scelte al di fuori del centro abitato. Le aree - concludono - possono essere espropriate da parte del Comune e una volta attrezzate, assegnate in uso ai gestori versando questi ultimi un corrispettivo restando soggetti ad oneri pluriennali, non solo economici, ma anche di comportamento ad esempio accettando la multi gestione senza ostacolare l'irradiazione altrui".

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