Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Nardò

Tranquillanti ai bimbi, non c'è traccia: archiviazione?

Il caso di un asilo nido di Nardò destò scalpore, alla fine del marzo scorso, ma dopo diverse analisi approfondite la Procura di Lecce ha chiesto l'archiviazione. L'ultima parola ora spetta al gip

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La Procura di Lecce ha chiesto l'archiviazione sul caso di un asilo nido di Nardò per la presunta somministrazione di farmaci tranquillanti ai bambini che lo frequentavano. La richiesta verrà ora valutata dal gip. La storia trapelò agli inizi di marzo e destò particolare clamore ed un elevato riflesso mediatico. I sospetti di somministrazioni erano limitati ad un bambino e ad una bambina e dopo le analisi contraddittorie effettuate, tra il 21 e il 31 marzo, autonomamente dai genitori anche su altri quattro bambini, la Procura dispose ulteriori meticolosi approfondimenti su richiesta del sostituto procuratore Angela Rotondano, titolare del fascicolo.

Nei campioni esaminati in cui si segnalava la presenza dell'aprazolam, un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine, usato contro gli attacchi di panico e diversi disturbi da ansia, non sarebbero state rilevate tracce di metabolito, il principio attivo dell'aprazolam e che se ingerito, si troverebbe nelle urine nelle successive 24, al massimo 48 ore. E nelle analisi del 31 marzo è stata rinvenuta la presenza dell'aprazolam, ma non del suo metabolica. Gli esami tricologici avrebbero poi fugato qualsiasi altro dubbio. La perizia sui capelli, che stabilisce la crescita dei capelli, avrebbe accertato che un bambino non avrebbe assunto l'aprazolam, nell'altro non ci sarebbe stata alcuna assunzione nei periodi in cui sono state effettuate le analisi.


La Procura ha quindi escluso elementi che possano essere imputati al centro dell'infanzia e alle sue due titolari che erano state iscritte sul registro degli indagati. I carabinieri della compagnia di Gallipoli, agli ordini del capitano Domenico Barone e quelli della stazione di Nardò diretti dal luogotenente Romeo Mirarco, avviarono un'indagine sui bambini più vivaci, ai quali si disse che sarebbero stati somministrati dei veri e propri sonniferi mescolati nelle bevande e nel cibo, per farli stare più tranquilli. La denuncia fece specifico riferimento agli atteggiamenti della bambine che "apparivano intontite, dormivano più del dovuto e spesso erano in preda ad improvvise e inspiegabili sudorazioni".

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