Trasporto dei malati oncologici: i dipendenti rivendicano gli stipendi

I lavoratori della Tundo srl, che gestisce l'appalto, lamentano ritardi nei pagamenti e arretrati. Proclamato lo stato d'agitazione

LECCE – Non ricevono lo stipendio da mesi, da luglio per la precisione, e la situazione rischia di precipitare, a tutto danno dell’utenza. Parliamo dei dipendenti della ditta Tundo srl che gestisce il servizio trasporto dei malati oncologici, dializzati e di supporto logistico in favore dei distretti socio sanitari della Asl di Lecce.

I lavoratori sono rappresentati dalle sigle Fp Cgil, Fsi Usae, Fsi e Usb che, dopo aver proclamato lo stato d’agitazione, minacciano di passare alle maniere forti. Il 2 novembre i segretari Polimeno, Perrone, Cagnazzo e Palazzo hanno formalmente invitato la direzione generale della Asl, che ha appaltato il servizio alla ditta, a farsi carico della situazione onde evitare di dover ricorrere allo sciopero generale.

Tre sono i motivi alla base della rivendicazione: mancata retribuzione di alcune mensilità ai dipendenti assegnati al servizio trasporti pazienti disabili; ritardo nei pagamenti per i dipendenti assegnati alla trasporto e accompagnamento all’interno della rete del servizio sanitario; mancato accordo sull’organizzazione del lavoro.

Intanto questa mattina il segretario provinciale Fp Cgil, Floriano Polimeno, ha richiesto un incontro al direttore amministrativo dell’azienda sanitaria, Antonio Pastore cui chiederà di bloccare le fatture di ottobre in favore della ditta Tundo per versare le somme direttamente sui conti correnti dei lavoratori.

Il sindacalista ritiene, infatti, che esista una via d’uscita all’impasse attraverso l’internalizzazione del servizio, ovvero il suo affidamento diretto alla società Sanitaservice. E fonda la sua proposta sui contenuti della delibera 95, firmata nel 2014 dall’allora direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone, allorché il servizio fu appaltato.

Precedentemente, infatti, l’azienda sanitaria utilizzava fondi europei per finanziare il progetto “sostegno ai pazienti oncologici” della durata di 12 mesi, rinnovabile ogni 6, e impiegava 50 autisti e 50 operatori socio sanitari.  

“Nel corso di tale attività sono stati effettuati più di 3mila trasporti secondari di pazienti sul territorio ma nel 2012 i progetti sono stati rimodulati. Così si arriva al 2014, data in cui si decise di esternalizzare temporaneamente il servizio. La delibera 95, al punto 8, precisa però che in caso di internalizzazione debba decadere automaticamente l’appalto esterno e il contratto con la ditta Tundo di Zollino”, puntualizza Polimeno.

“Al momento – spiega - si registrano notevoli difficoltà: una parte di lavoratori viene pagata in ritardo, gli altri avanzano mensilità arretrate e noi  temiamo che ciò possa incidere notevolmente sulla qualità del servizio, recando disagi agli utenti”. 

La Fp Cgil ha quindi scritto una lettera ai vertici della sanità locale e regionale ipotizzando una soluzione che passa dall’affidamento del servizio a Sanitaservice: “La società in house potrebbe integrare il trasporto dei malati oncologici con una semplice variazione del business plan che, peraltro, dovrà essere approvato entro la fine dell’anno – puntualizza il segretario -. È paradossale il fatto che i lavoratori non vengano pagati, nonostante la ditta riceva mensilmente le fatture emesse dalla Asl. E parliamo di cifre alte, fino a 300-400 mila euro al mese: non è più accettabile che vi siano dipendenti che non percepiscono soldi da tre mesi”.

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