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Cronaca

“Trattata come moglie bambina dal patrigno”": il racconto choc di una 15enne

Si è tenuto nei giorni scorsi l’incidente probatorio della minorenne che dall’età di 13 anni sarebbe stata stata vittima di maltrattamenti con la madre. Ha confermato tutte le accuse. L’uomo è in carcere

LECCE - Ha confermato tutte le accuse contenute nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei riguardi del patrigno: sarebbe stata trattata come una prigioniera insieme alla madre, picchiata in più occasioni e avrebbe subito atti sessuali da quando aveva 13 anni.

Il racconto agghiacciante della giovane, oggi 15enne, è stato reso nei giorni scorsi in sede di incidente probatorio davanti alla giudice Alessandra Sermarini e allo psichiatra Domenico Suma, nel tribunale per i minorenni, alla presenza (ma in un’altra stanza separata da un vetro, in modo da non essere visibili alla vittima) della sostituta procuratrice Simona Rizzo, titolare delle indagini, e delle avvocate Rita Ciccarese (per l’indagato) e Maria Cristina Brindisino (per le persone offese).

Il medico avrà sessanta giorni di tempo per valutare se la ragazza, “affetta da disabilità intellettiva di grado lieve e immaturità affettivo-relazionale”, sia attendibile e capace di testimoniare.

L’esito della perizia sarà dunque fondamentale nel procedimento che lo scorso 18 febbraio ha spalancato le porte del carcere di “Borgo San Nicola” a un 43enne originario di San Pietro Vernotico (Brindisi) ma residente nel Leccese.

Stando a quanto emerso dall’inchiesta, dal maggio del 2020 sino al 16 novembre del 2021, le malcapitate sarebbero state sottomesse dall’uomo, impossibilitate ad avere rapporti sociali all’esterno delle mura domestiche, e telefonici anche con i familiari, ma persino in casa, tra loro.

Se la convivente si occupava della casa al posto della bambina, avrebbe scaricato tutta la sua ferocia contro quest’ultima “colpendola con schiaffi in faccia e sul sedere, colpi di cinta sulle cosce e sulla schiena, le avrebbe tirato i capelli, e le avrebbe sferrato calci nella pancia, apostrofandola come una “piccola bastarda traditrice”. In una circostanza, nell’estate del 2021, quando il 43enne sorprese le due a dialogare, avrebbe picchiato la figliastra, arrivando a minacciarla con una spada.

“La piccola era divenuta la sua compagna, dovendolo accompagnare ogni volta che usciva, portandola per le campagne anche di sera, tanto che mancavano da casa per tutta la giornata; del pari, quando rincasavano l’uomo era accorto che la bambina non comunicasse con la madre, alla quale era impedito ogni contatto, pena la violenza nei confronti di entrambe; spesso la piccola diceva alla madre: “Ti prego mamma, stai zitta se no mi uccide, non parlare perché mi uccide… se la prende con me”, si legge in uno dei passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare.

Oltre, ai maltrattamenti, ci sarebbero stati anche ripetuti atti sessuali con la minore. Questa nel confronto con la giudice ha riferito di rapporti sempre lontani dalle mura domestiche: al mare, nel garage e in campagna.

Dopo l’arresto, durante l’interrogatorio di garanzia, l’indagato negò categoricamente ogni addebito, spiegando di essere lui la vera vittima delle menzogne della ex, poiché questa, a causa di una forte depressione, avrebbe trascorso le sue giornate a letto, così da doverla sostituire nel prendersi cura della bambina, come fosse sua figlia, preparando i pasti, e arrivando persino ad annotare il suo ciclo mestruale per acquistarle gli assorbenti. Insomma, secondo la sua versione, la minore mentirebbe perché manipolata dalla donna.

L’uomo riferì anche di sms scambiati con la convivente che conforterebbero le sue dichiarazioni, per questo la pm autorizzò una perizia sui cellulari delle vittime, tuttora in corso.

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